Italia: esaurite le risorse naturali per il 2026

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Deficit ecologico
Deficit ecologico

L’Italia ha raggiunto il suo Overshoot Day per l’anno 2026 il 3 maggio. Questo significa che in soli 123 giorni, la nazione ha consumato l’intero budget di risorse naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno intero.

A partire da questa data, il Paese ha iniziato a vivere in un regime di ‘deficit ecologico’. Stiamo intaccando il capitale naturale della Terra, accumulando un debito che si manifesta con effetti concreti come l’accelerazione della crisi climatica, la perdita di biodiversità e il degrado del suolo.

Il dato è stato evidenziato con preoccupazione dal WWF, che ha sottolineato un peggioramento rispetto all’anno precedente. Nel 2025, infatti, la stessa soglia era stata raggiunta il 6 maggio: tre giorni che, su scala nazionale, rappresentano una differenza significativa e confermano una tendenza negativa.

Il modello di consumo italiano risulta palesemente insostenibile. I calcoli indicano che, se l’intera popolazione mondiale adottasse lo stesso stile di vita degli italiani, per soddisfare la domanda annuale di risorse sarebbero necessari quasi tre pianeti.

Quest’anno, il dato italiano si allinea con la media dell’Unione Europea, il cui Overshoot Day collettivo è caduto anch’esso il 3 maggio. La situazione nel continente è però eterogenea: alcuni Paesi hanno esaurito le proprie risorse ancora prima, come la Francia (24 aprile) o il Lussemburgo (addirittura a febbraio).

L’analisi storica del fenomeno a livello globale mostra un andamento quasi costantemente in peggioramento. Le misurazioni, iniziate nel 1969, rivelano una progressione allarmante. Se in quell’anno le risorse globali si esaurirono il 31 dicembre, già dieci anni dopo, nel 1979, la data era anticipata al 3 novembre.

La tendenza è proseguita inesorabile: il 12 ottobre nel 1989, il 25 settembre nel 1999 e il 22 agosto nel 2009. Negli ultimi anni, l’anticipo è diventato ancora più marcato. Nel 2019, l’Overshoot Day globale è stato il 29 luglio, mentre il 2025 ha segnato il record negativo con la data del 24 luglio.

È importante notare che parte del peggioramento registrato è anche dovuto a un progressivo aumento della precisione nei metodi di stima, che permettono oggi una fotografia più accurata della nostra impronta ecologica.

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