NAPOLI – Finisce con le manette ai polsi e un provvedimento di custodia cautelare in carcere la rocambolesca rapina messa a segno mercoledì mattina nel cuore del centro storico. Due uomini di 47 e 26 anni, entrambi volti noti alle forze dell’ordine e con un curriculum criminale già segnato da reati specifici, sono stati assicurati alla giustizia dai Falchi della Squadra Mobile poche ore dopo il colpo, con la pesante accusa di rapina impropria.
La vicenda, che ha visto come sfortunato protagonista un cittadino britannico in visita in città, si è consumata tra i vicoli carichi di storia a ridosso di Forcella. Erano da poco passate le 11 del mattino di mercoledì scorso quando il turista, mentre percorreva a piedi vico dei Carbonari, è stato affiancato da uno scooter. Una scena tristemente nota, un copione che sembrava già scritto. Il passeggero del mezzo a due ruote, un uomo agile e deciso, è sceso e si è avventato sulla vittima designata. Con un gesto fulmineo e violento, le ha bloccato il braccio e gli ha strappato dal polso un orologio di valore. Il piano era semplice: risalire in sella al motorino, dove il complice lo attendeva a motore acceso, e dileguarsi nel dedalo di stradine.
Ma il copione, questa volta, ha avuto un epilogo inaspettato. Invece di soccombere allo shock e alla paura, il cittadino britannico ha mostrato un coraggio e una prontezza di riflessi non comuni. Anziché lasciar fuggire il suo aggressore, lo ha afferrato un istante prima che potesse risalire sullo scooter. Ne è nata una violenta e concitata colluttazione, un corpo a corpo in mezzo alla strada tra la sorpresa dei pochi passanti. Con una determinazione eccezionale, il turista è riuscito a sopraffare il malvivente e a riappropriarsi del proprio orologio, strappandolo a sua volta dalle mani del rapinatore, che a quel punto, vistosi alle strette e senza il bottino, è riuscito a divincolarsi e a fuggire con il complice.
L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono piombati i Falchi della Squadra Mobile, specialisti nel contrasto alla criminalità predatoria. L’indagine è stata un modello di efficienza. Partendo dalla dettagliata descrizione fornita dalla vittima, ancora scossa ma lucida, gli investigatori hanno avviato un’analisi certosina delle immagini registrate dai numerosi sistemi di videosorveglianza, sia pubblici che privati, presenti nella zona. Incrociando i dati, i fotogrammi e le testimonianze, in poche ore il cerchio si è stretto attorno ai due sospettati.
Nel pomeriggio dello stesso mercoledì, i poliziotti hanno rintracciato e bloccato il 47enne e il 26enne, sottoponendoli a fermo di indiziato di delitto. La loro fisionomia e l’abbigliamento corrispondevano a quelli immortalati dalle telecamere. Condotti in Questura, sono stati identificati come soggetti con numerosi precedenti specifici. Nella giornata di ieri, venerdì 2 maggio 2026, il Giudice per le Indagini Preliminari, all’esito dell’udienza, ha convalidato il fermo operato dalla Polizia di Stato e, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto per entrambi la misura cautelare più severa: la custodia in carcere, in attesa del processo.



















