Pordenone: raccoglie bustine di zucchero contro lo spreco

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Collezionismo sostenibile
Collezionismo sostenibile

Fabio Pozzolo, un graphic designer di 31 anni originario di Pordenone, ha trasformato una passione infantile in un progetto che contribuisce indirettamente a ridurre gli sprechi. Fin da bambino, infatti, ha iniziato a collezionare bustine di zucchero, mettendo insieme un archivio di oltre 3mila pezzi unici e curiosi.

La sua collezione, che include esemplari rari come una bustina usata per la propaganda durante una campagna elettorale, offre una seconda vita a oggetti che altrimenti finirebbero nella spazzatura, spesso non del tutto esauriti. In questo modo, una semplice raccolta si trasforma in un piccolo gesto a favore dell’ambiente, evitando che questi involucri diventino rifiuti.

Questo hobby ha un nome specifico: glicofilia. Si tratta di un tipo di collezionismo che ha le sue radici nei primi del Novecento, alimentato dalla straordinaria varietà di design, forme e temi che caratterizzano le bustine distribuite in bar, ristoranti e locali pubblici di tutto il mondo. La loro unicità le ha rese oggetti di interesse per molti appassionati.

I fattori che rendono una bustina degna di nota sono molteplici: dalla casa produttrice al locale pubblicizzato, fino alla dimensione e alla serie di appartenenza. Esistono infatti serie tematiche che riproducono bandiere, cartine geografiche, armature medievali o persino piccoli giochi, rendendo la caccia ai pezzi mancanti una vera e propria sfida.

Il valore di questi oggetti non è solo affettivo. Una serie completa e ben conservata può raggiungere quotazioni di diverse centinaia di euro sul mercato dei collezionisti. Le bustine possono essere raccolte sia piene sia vuote, dando vita a due diverse correnti all’interno di questo passatempo.

In Italia, le prime serie da collezione sono state prodotte nel 1960 dal marchio Eridania, con immagini che spaziavano dai fiori alle farfalle, fino alle automobili, solitamente in set da 8 o 10 pezzi. Coloro che scelgono di collezionare le bustine vuote, noti come “periglicofili”, compiono un’azione ancora più mirata dal punto di vista ecologico.

Conservare solo l’involucro, infatti, elimina del tutto il rischio che la bustina, una volta svuotata, venga smaltita in modo scorretto, finendo per inquinare l’ambiente. La glicofilia si rivela così non solo un passatempo affascinante, ma anche una pratica virtuosa con un inaspettato impatto positivo.

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