Mafia, Palermo ricorda Falcone e la scorta a 39 anni dalla strage di Capaci

La data è il 23 maggio

Giovanni Falcone nello striscione (Foto Claudio Furlan - LaPresse)

PALERMO – Sarà un 23 maggio all’insegna delle celebrazioni simboliche quello che domenica andrà in scena a Palermo per commemorare la strage di Capaci del 1992 in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. La pandemia non ferma comunque il desiderio di ricordare gli eroi che 39 anni fa morirono nella lotta alla mafia. Non ci sarà la nave della Legalità che ogni anno portava a Palermo 1.500 ragazzi da tutta Italia e al suo posto domenica alle 8.15 ci sarà una prima commemorazione al porto di Palermo, alla presenza del ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi e di Maria Falcone, presidente della fondazione Falcone.

La giornata di celebrazioni continuerà poi alle 8.50 quando inizierà la cerimonia istituzionale nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, l’aula costruita per il maxiprocesso alla mafia istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nell’aula dove arrivarono le prime pesanti condanne a cosa nostra prenderà la parola il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all’ultima sua commemorazione della strage di Capaci da capo dello Stato. Nell’aula bunker il governo sarà rappresentato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, dal Guardasigilli Marta Cartabia, dai ministri dell’istruzione e per il Sud e la Coesione territoriale Patrizio Bianchi e Mara Carfagna. Saranno presenti anche il capo della polizia, Lamberto Giannini e il comandante generale dei carabinieri, Teo Luzi, il comandante generale della guardia di finanza, Giuseppe Zafarana.

Nell’Aula Bunker verranno premiate le scuole che si sono distinte nel concorso “Cittadini di un’Europa libera dalle mafie”, promosso dal ministero dell’Istruzione e dalla fondazione Falcone. Fuori dall’aula bunker in piazza Magione nel rione Kalsa, dove sono cresciuti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, verranno esposte due gigantografie dei giudici e alle 11, il ministro Patrizio Bianchi, visiterà l’Istituto comprensivo Rita Borsellino che si affaccia sulla piazza. Non mancheranno poi le iniziative sul luogo della strage a Capaci: al giardino Quarto Savona Quindici, che prende il nome dall’auto della scorta del giudice Falcone fatta saltare in aria da Cosa nostra, dalle 15 alle 17.58 è in programma un rap contest da parte degli studenti degli istituti superiori di Palermo Enrico Meli, Vittorio Emanuele II, Regina Margherita, Majorana ed Ernesto Basile. Sotto la guida musicale di Luca Caiazzo, in arte ‘Lucariello’, giovane rapper napoletano, gli studenti proporranno un brano rap creato in ricordo della strage. All’iniziativa parteciperà anche il ministro Bianchi insieme a Tina Montinaro, moglie dell’agente Antonio Montinaro, e presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici.

Ma il momento più emozionate della giornata sarà alle 17.58, l’orario della strage di via Capaci, all’albero Falcone, in via Notarbartolo, dove come ogni anno da trentanove anni a questa parte, verrà eseguito il silenzio in onore delle vittime. Non ci saranno discorsi e interventi dal palco come prima della pandemia e sono vietati gli assembramenti. Ma per qualche minuto, domenica, sarà tutta Palermo a fermarsi in silenzio, in onore del giudice, di sua moglie e degli uomini della scorta. La giornata del 23 maggio si concluderà alle 19 con la cerimonia religiosa, celebrata nella chiesa di San Domenico dove è sepolto il giudice Falcone da padre Sergio Catalano.

Al posto del tradizionale corteo che per il secondo anno non ci sarà a causa del Covid, gli studenti, le famiglie, le associazioni e tutti i cittadini potranno unirsi simbolicamente in un corale “no alle mafie” appendendo un lenzuolo, come accadde dopo le stragi del ’92, per ricordare le vittime della mafia. Un lenzuolo realizzato dalle alunne e dagli alunni dell’Istituto comprensivo ‘Virgilio’ di Roma sarà emblematicamente consegnato dal ministro Bianchi alle studentesse e agli studenti di Palermo.

(LaPresse)

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