Maifredi: ‘Bologna, Tedesco porti un gioco nuovo’

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Cronache sport calcio
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Luigi Maifredi, ex allenatore del Bologna, ha espresso le sue riflessioni sul nuovo corso della squadra rossoblù, lanciando un appello al club e al nuovo tecnico Domenico Tedesco. Secondo Maifredi, dopo le recenti stagioni positive, il rischio è quello di fare un passo indietro e “vivacchiare”, un’opzione inaccettabile per una piazza come Bologna. L’invito è rivolto sia al presidente Joey Saputo, che non deve accontentarsi, sia all’allenatore, chiamato a dare un’impronta di gioco reale e riconoscibile.

Pur non conoscendolo ancora a fondo, Maifredi ha sottolineato l’importanza che Tedesco proponga un calcio innovativo per non disperdere il patrimonio costruito negli ultimi anni. L’ex tecnico ha avvertito che limitarsi a schemi convenzionali potrebbe far ricadere la squadra in quell’anonimato che la città non desidera più. La responsabilità, ha precisato, non è solo del tecnico ma parte da tutta la struttura di Casteldebole.

Maifredi ha ribadito la sua stima incondizionata per il direttore sportivo Giovanni Sartori, definito un “fuoriclasse”. È in virtù di questa fiducia che l’ex allenatore attende con curiosità di valutare l’esito delle scelte di mercato, che hanno visto la squadra cambiare volto con la cessione dell’asse centrale composto da Lucumi, Freuler e Castro. Sul fronte delle possibili uscite, ha auspicato la permanenza di Rowe, specificando però che ali come lui e Orsolini non devono sfiancarsi in compiti difensivi.

Con la partenza di un leader come Remo Freuler, Maifredi ha individuato in Federico Bernardeschi la figura ideale per assumere il ruolo di trascinatore. L’ex Juventus possiede lo spessore e l’esperienza necessari, ma spetterà a Tedesco convincerlo e coinvolgerlo pienamente nel suo progetto tattico. Maifredi ha anche approvato l’intuizione di schierare Bernardeschi come mezzala, un ruolo che ne esalterebbe le qualità fisiche e tecniche.

Un capitolo importante riguarda l’attacco, ora affidato a due centravanti come Roberto Piccoli e Artem Dovbyk. Maifredi li ha descritti come “due bocche da fuoco” che necessitano di un supporto adeguato e di un sistema di gioco che li metta nelle condizioni di segnare. L’attacco dovrà trovare nuove soluzioni per servirli al meglio.

Per i due nuovi attaccanti, Maifredi ha offerto uno spunto psicologico: entrambi devono trasformare le delusioni passate in fame agonistica. Dovbyk, uscito dalla Roma, e Piccoli, che ambiva a un top club, hanno l’opportunità di far decollare la propria carriera a Bologna, diventando decisivi per le sorti della squadra.

Infine, il consiglio di Maifredi a Tedesco è stato quello di calarsi nella “bolognesità”, ovvero nella cultura e nella semplicità della città, senza presunzione e cercando un legame con la gente. Solo così, con le sue idee e il supporto della piazza, potrà lasciare un’impronta duratura.

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