NAPOLI – Napoli torna a essere laboratorio, casa e punto d’incontro per la musica indipendente e d’autore con il ritorno del Mamamu Fest, in programma il 18 e 19 settembre 2026 a La Santissima – Community Hub, nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Due giornate pensate per mettere al centro la musica dal vivo, la ricerca, la scrittura e quella particolare energia che da sempre lega la scena musicale napoletana ai suoi luoghi e alla sua comunità. Il Mamamu Fest nasce infatti dentro una città che continua a rinnovare la propria identità musicale senza mai recidere il legame con le proprie radici. Napoli è, ancora una volta, una città-laboratorio nella quale il cantautorato incontra l’indie rock, la sperimentazione, il groove urbano e le nuove forme della canzone.
Un intreccio di linguaggi che trova nel festival uno spazio naturale, aperto alle diverse anime della scena contemporanea e a un pubblico curioso, appassionato e trasversale. A fare da cornice alla manifestazione sarà La Santissima – Community Hub, luogo simbolo di un’idea di città fondata sulla rigenerazione urbana, sulla socialità e sulla cultura. Nel cuore dei Quartieri Spagnoli, lo spazio accoglierà per due sere artisti e spettatori, creando quella dimensione intima e al tempo stesso collettiva che è uno degli elementi distintivi del festival.
Il programma si apre domani con l’eleganza dell’Ensemble d’Egidio, prima tappa di un viaggio musicale destinato ad attraversare linguaggi e atmosfere differenti. Sul palco arriveranno poi Ciro Tuzzi e gli Epo, una delle realtà più riconoscibili e viscerali della scena napoletana, capaci di coniugare intensità, scrittura e ricerca sonora. A seguire sarà la volta dei Valderrama 5, con il loro crossover tra rock e alternative, prima dell’atteso arrivo dei Nobraino, formazione originaria di Riccione che ha costruito nel tempo un’identità inconfondibile attraverso un rock d’autore ironico, graffiante e profondamente personale.
A chiudere la prima giornata saranno le atmosfere di Napoli Segreta, progetto che negli ultimi anni ha conquistato una particolare attenzione anche grazie alla capacità di raccontare, attraverso la musica, una Napoli notturna, contemporanea e profondamente legata alla propria identità. Sabato il festival ripartirà con le suggestioni dei Mayakovskij, prima di lasciare spazio alla dimensione acustica e poetica di Gnut, artista che ha fatto della sensibilità della scrittura e della ricerca musicale uno dei tratti distintivi del proprio percorso.
Sarà quindi il momento di due protagonisti assoluti della canzone d’autore contemporanea: Giovanni Truppi, autore e musicista dalla scrittura originale e dall’intensa capacità interpretativa, e Roberto Colella, voce e anima de La Maschera, tra gli artisti che più hanno saputo raccontare la Napoli contemporanea attraverso un linguaggio musicale capace di dialogare con tradizione e modernità. A chiudere il festival sarà infine Aldolà Chivalà, con la sua energia irriverente e fuori dagli schemi, per un finale destinato a riportare in primo piano la dimensione più libera, giocosa e imprevedibile della manifestazione.
Quello del Mamamu Fest è dunque un programma che restituisce una fotografia vivace della musica indipendente contemporanea e, soprattutto, del rapporto speciale che questa scena continua ad avere con Napoli. Due giorni, molti linguaggi, generazioni differenti e un unico filo conduttore: la voglia di stare insieme davanti a un palco e scoprire musica capace ancora di sorprendere. Perché, quando si parla di Mamamu Fest, la formula è quasi inevitabile: tanta Napoli, tanta ricerca e, soprattutto, tanta buona musica.













