Mancini: l’addio alla Nazionale e il contratto saudita

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Cronache sport calcio
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Nell’estate del 2023, la Nazionale italiana ha affrontato un momento di profonda crisi. Il commissario tecnico Roberto Mancini ha presentato le proprie dimissioni, lasciando la panchina azzurra a poche settimane da due impegni cruciali per la qualificazione a Euro 2024.

La rottura è stata improvvisa e ha sorpreso l’intero ambiente calcistico. Il 13 agosto, la Federcalcio ha ricevuto una comunicazione ufficiale via PEC: Mancini, in vacanza a Mykonos, ha formalizzato il suo addio. La notizia ha lasciato increduli sia i vertici federali sia i tifosi, anche perché la sera precedente il CT e il presidente Gabriele Gravina si erano sentiti per discutere di alcune criticità, senza mai menzionare l’ipotesi di dimissioni.

Questo addio è arrivato in un periodo già complesso. Dopo la vittoria a Euro 2020, la squadra aveva mostrato segnali di appannamento, culminati con la mancata qualificazione al Mondiale 2022 dopo la sconfitta con la Macedonia. In quell’occasione, Gravina aveva respinto le dimissioni di Mancini, confermandogli piena fiducia per avviare un nuovo ciclo.

Nei mesi precedenti all’addio, però, erano emerse delle crepe nel rapporto tra allenatore e presidente. I modi e i tempi della rottura sono apparsi molto discutibili. Mancini non ha risposto ai tentativi di contatto di Gravina dopo la PEC, e la squadra si è trovata senza guida a meno di un mese dalle delicate sfide contro Macedonia del Nord e Ucraina, decisive dopo la sconfitta interna con l’Inghilterra.

A spiegazione del suo gesto, Mancini ha parlato di divergenze con la Federazione, in particolare riguardo alla composizione del suo staff. Tuttavia, la vicenda ha assunto una connotazione prevalentemente economica. Il 28 agosto, appena due settimane dopo le dimissioni, è arrivata l’ufficialità del suo nuovo incarico come commissario tecnico dell’Arabia Saudita.

Il contratto firmato con la federazione saudita ha previsto un ingaggio stimato intorno ai 25 milioni di euro a stagione. Molti osservatori hanno ritenuto improbabile che un’opportunità di tale portata non fosse già nota al tecnico al momento dell’invio della mail dalla Grecia.

Sono emerse anche indiscrezioni su presunte richieste di Mancini per ottenere condizioni contrattuali più vantaggiose con la FIGC prima della rottura. La percezione diffusa tra i tifosi è stata quella di un tradimento, con la maglia azzurra sacrificata per una scelta economicamente più redditizia, lasciando un’eredità difficile da gestire e un sentimento di forte delusione.

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