Alexander Sorloth ha vissuto la sua migliore stagione sotto la guida di Marcelino García Toral. Nell’annata 2023-2024 al Villarreal, l’attaccante norvegese ha messo a segno 17 reti in 21 partite di Liga, con una media realizzativa di un gol ogni 89 minuti. Un rendimento eccezionale, impreziosito da un poker contro il Real Madrid, che ha attirato l’attenzione di club come Juventus e Napoli.
Proprio l’allenatore uscente del club spagnolo ha raccontato il bomber. “L’ho conosciuto ai tempi della Real Sociedad, anche se non ha avuto molta continuità”, ha ricordato Marcelino, che ha poi ritrovato il giocatore al Villarreal a stagione in corso. “Lui ha subito un infortunio, ma dopo una piccola ricaduta ha iniziato a crescere e a trovare continuità”.
Il rapporto tra i due è stato fondamentale per l’esplosione dell’attaccante. “È un ragazzo super rispettoso e che parla poco, ma affettuoso nei dialoghi. Sia io che lo staff tecnico conserviamo un ottimo ricordo di lui”, ha spiegato il tecnico. La fiducia è stata l’elemento chiave. “Per un attaccante è fondamentale sentire il sostegno dei compagni. Il suo lavoro non è mai mancato e l’efficacia è cresciuta di pari passo con il miglioramento del gioco della squadra”.
Marcelino ha definito la sua prestazione contro il Real Madrid “stratosferica” e ha descritto le sue caratteristiche tecniche in dettaglio. “È un attaccante di grandissimo livello che condiziona le difese avversarie per la sua stazza. È molto coordinato nonostante l’altezza e ha un vantaggio importante: è mancino. Sul centro-sinistra si esalta ed è proprio lì che ha segnato molti gol”.
L’allenatore ha sottolineato anche la sua utilità in fase di non possesso. “Condiziona l’avversario anche nel pressing alto, perché vince i duelli individuali e genera pericoli. È rapido negli spazi e ha ottimi movimenti alle spalle della difesa. Cerca l’appoggio, ma soprattutto la profondità”.
Secondo Marcelino, il rendimento record di Sorloth è stato il risultato di una combinazione di fattori. “Si sono unite le sue qualità individuali, la sua fiducia e il fatto che la squadra giocasse in un modo che lo esaltava. Era assistito benissimo da compagni dotati di ottimi piedi, come Baena”.
La sua lunga esperienza in diversi campionati europei è un ulteriore punto a favore. “Sa adattarsi molto bene. Contro i blocchi bassi la sua stazza lo rende temibile. È un attaccante di alto livello per il calcio moderno”. La conclusione del tecnico è un’investitura definitiva: “È pronto per competere in squadre di livello assoluto. Quando lo abbiamo perso, per noi è stato molto complicato”.















