Zeki Celik è ufficialmente un nuovo giocatore della Juventus. Il difensore turco ha firmato un contratto con il club bianconero, approdando a Torino a parametro zero dopo la naturale scadenza del suo precedente accordo con la Roma. La notizia ha rappresentato una svolta inattesa, dato che tutti gli indizi sembravano portare a una sua permanenza nella capitale.
La Roma, infatti, considerava il rinnovo del giocatore una formalità. L’intesa per il prolungamento del contratto era stata discussa e sembrava ben avviata, con il calciatore stesso che aveva espresso la volontà di continuare a vestire la maglia giallorossa. La dirigenza del club non ha nascosto il proprio fastidio per l’esito della vicenda, pur considerando Celik un giocatore importante ma non insostituibile.
Ad aumentare il disappunto è stata soprattutto la posizione di Gian Piero Gasperini. L’allenatore aveva inserito Celik tra i giocatori da confermare assolutamente per la costruzione della squadra della prossima stagione. A fine campionato, fonti vicine al club parlavano di una stretta di mano tra il tecnico e il difensore, un gesto che avrebbe dovuto sigillare la promessa di restare. Questa promessa, però, è stata disattesa.
L’architetto dell’operazione che ha portato Celik a Torino è stato Frederic Massara, recentemente insediatosi come nuovo chief football officer della Juventus. Il dettaglio che rende la vicenda particolarmente spinosa è che Massara, fino allo scorso 29 maggio, era il direttore sportivo della Roma. Il suo passaggio quasi immediato alla concorrenza, seguito da questo “scippo” di mercato, ha inevitabilmente generato malumori.
Dal punto di vista formale, l’operato della Juventus e di Massara è stato ineccepibile. Essendo un giocatore svincolato dal 30 giugno, Celik era libero di negoziare e firmare con qualsiasi club senza violare alcuna regola. Tuttavia, a Trigoria serpeggia il forte sospetto che il nuovo dirigente bianconero abbia utilizzato a proprio vantaggio informazioni riservate.
L’ipotesi è che Massara, avendo seguito in prima persona le trattative per il rinnovo quando era ancora a Roma, conoscesse perfettamente i dettagli dell’offerta giallorossa e le intenzioni dell’entourage del giocatore. Questa conoscenza privilegiata gli avrebbe permesso di inserirsi al momento giusto con una proposta vincente, beffando la sua ex società.
L’episodio viene letto nell’ambiente come una mossa strategica di Massara, quasi una rivincita personale. Una dimostrazione di efficienza e rapidità proprio ai danni di un club e di un allenatore, Gasperini, che in passato non gli avevano risparmiato critiche sulla sua gestione delle trattative. Sebbene non arriveranno mai ammissioni ufficiali, la percezione di una “vendetta” sportiva rimane forte.





