McEnroe su Cobolli: chance minime e scelta folle

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Sport tennis
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John McEnroe, ex numero uno del tennis mondiale e ora commentatore per TNT Sports, ha espresso un giudizio netto in vista della finale che vedrà opposti Flavio Cobolli e Alexander Zverev. Le sue analisi, dirette e senza filtri, hanno toccato sia le prospettive dell’azzurro nel match clou sia un episodio specifico avvenuto fuori dal campo.

Secondo l’americano, le probabilità di successo per il tennista italiano non superano il 30%. “Penso sia un talento straordinario, ma parte nettamente sfavorito”, ha dichiarato McEnroe, sottolineando la superiorità di Zverev sulla carta.

Tuttavia, l’ex campione ha concesso uno spiraglio a Cobolli, definendolo un “grande atleta” che, sebbene sfavorito, avrà la sua occasione. Ha evidenziato che entrambi i finalisti sentiranno la pressione, trattandosi di un’opportunità cruciale per la loro carriera. Una vittoria, secondo McEnroe, potrebbe sbloccare mentalmente Cobolli e dargli la fiducia necessaria per competere stabilmente con i migliori giocatori del circuito.

La critica più aspra di McEnroe è stata però riservata alla conferenza stampa congiunta di Cobolli e Matteo Arnaldi, tenutasi dopo il forfait di quest’ultimo per un virus. L’ex fuoriclasse ha messo in discussione la scelta dei due tennisti italiani di mostrarsi così vicini in quella circostanza.

“Non capisco perché l’abbiano fatto. Se Arnaldi annuncia il ritiro a causa di un virus, perché Cobolli gli sta così vicino?”, si è chiesto McEnroe, suggerendo che sarebbe stato più prudente mantenere le distanze per evitare un potenziale contagio. L’americano ha definito la scena “troppo sdolcinata”, criticando il gesto di solidarietà di Cobolli, che aveva voluto essere al fianco del compagno di nazionale in un momento difficile.

Infine, McEnroe ha offerto una sua analisi sulle cause del ritiro di Arnaldi. Pur premettendo di non essere un medico, ha ipotizzato che il crollo fisico del tennista ligure sia stato il risultato del grande dispendio di energie accumulato durante il torneo. “Quel ragazzo aveva giocato più ore di chiunque altro per arrivare in semifinale”, ha osservato.

Secondo la sua lettura, la combinazione di fatica, nervosismo e forse un po’ di sfortuna ha portato al ritiro. McEnroe ha anche aggiunto di essere rimasto sorpreso dalla capacità di recupero che Arnaldi aveva già dimostrato in precedenza nel torneo, in particolare dopo una maratona di oltre cinque ore contro Frances Tiafoe.

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