Mercedes, Wolff valuta ordini di squadra dopo Barcellona

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Cronache sport formula1
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Il Gran Premio di Spagna ha lasciato l’amaro in bocca a Toto Wolff. Nonostante una buona prestazione di Lewis Hamilton, il team principal della Mercedes ha lasciato Barcellona con più dubbi che certezze, annunciando un imminente cambio di rotta nella gestione strategica della scuderia.

Al centro delle sue preoccupazioni c’è stata la lotta in pista tra i suoi piloti. Secondo Wolff, il duello è costato tempo prezioso, compromettendo la possibilità di lottare per la vittoria. “Abbiamo sempre detto di non volere imporre degli ordini di squadra, ma qui a Barcellona abbiamo forse perso la gara per non aver voluto dare un team order”, ha ammesso con rammarico il manager austriaco. La frustrazione è evidente, poiché un potenziale successo è sfumato non per mancanza di passo, ma per una scelta strategica ora finita sotto esame.

Di conseguenza, il futuro vedrà un approccio diverso. Wolff ha chiarito che la politica di lasciare i piloti liberi di combattere non è più sostenibile, specie con avversari così competitivi. “È un problema che dovremo affrontare, essendoci adesso anche la Ferrari”, ha proseguito, lasciando intendere che per massimizzare i risultati l’ingerenza del muretto diventerà una necessità. La Mercedes si prepara quindi a reintrodurre gli ordini di scuderia per evitare che i suoi piloti si ostacolino a vicenda, una decisione pragmatica per la corsa al titolo.

A peggiorare il bilancio della trasferta è arrivato anche un problema di affidabilità che ha costretto una delle vetture al ritiro. Un episodio che Wolff ha definito inaccettabile. “Non sappiamo ancora quale sia stata la causa del guasto”, ha dichiarato. “Scaveremo a fondo per assicurarci che non accada di nuovo”. Le prime analisi sembrano puntare a un problema legato al pacco batterie, sebbene la natura esatta del guasto resti da determinare. L’affidabilità è diventata una variabile critica da risolvere con urgenza.

Il team principal ha poi allargato lo sguardo alla lotta Mondiale, riconoscendo la forza dei rivali e lodando il suo pilota di punta. Wolff considera la Ferrari una seria minaccia (“Certo che è nei giochi”) e questa consapevolezza motiva il cambio strategico. L’unica vera nota lieta è stata la performance di Hamilton. “Sono felice per il mio vecchio amico Lewis, ha lavorato duramente”, ha confessato, per poi descriverne la natura implacabile: “Non vorrei combattere contro di lui per un titolo. Se sente l’odore del sangue, non si ferma”.

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