Migranti, Merkel tende la mano a Seehofer: “Accordi sui respingimenti con 14 Paesi”

Strategia fatta per evitare una crisi della coalizione di governo

in foto Angela Merkel LaPresse / AFP

Milano (LaPresse) – Per salvare la Grosse Koalition e il suo futuro di cancelliera, Angela Merkel tende una mano all’alleato di governo Csu. All’indomani del vertice di Bruxelles, presenta ai suoi un irrigidimento della politica migratoria. La leader della Cdu lo fa in una lettera di otto pagine indirizzata ai partner della GroKo, cioè Csu ad Spd, dal titolo molto eloquente: ‘Più ordine e controllo nella politica migratoria‘. Due le novità principali: in primo luogo, accordi stretti con 14 Stati Ue per velocizzare i respingimenti dei migranti che arrivino in Germania dopo essersi già registrati in altri Paesi; in secondo luogo, l’intenzione di allestire cosiddetti ‘centri-ancora’ in cui mandare i richiedenti asilo registrati altrove.

Per quanto riguarda gli accordi con 14 Paesi Ue, si tratta di intese bilaterali amministrative. Che in pratica dovrebbero rendere più facile l’applicazione della procedura prevista dal sistema di Dublino. Un richiedente asilo viene così rimandato nel Paese in cui si è registrato all’ingresso in Ue. Accordi che vanno ad aggiungersi a quelli sui movimenti secondari raggiunti da Merkel a Bruxelles con Grecia e Spagna. Che hanno accettato di riprendersi i migranti già registrati nel sistema Eurodac sul loro territorio che arrivino ai confini controllati (come quello fra Germania e Austria).

Mistero su quali siano i 14 Paesi citati dalla Merkel

Su quali siano i 14 Paesi in questione è giallo. L’agenzia di stampa tedesca dpa, che ha preso visione della lettera, citava Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Belgio, Francia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Svezia. Assenti dunque sia l’Italia, sia l’Austria, che dal 1° luglio assumerà la presidenza di turno dell’Ue. Ma da Praga e Budapest è giunta una secca smentita: “Questa notizia allarmante è un’assurdità”, ha detto il primo ministro ceco, Anderj Babis; mentre il portavoce del governo ungherese garantisce che “un accordo del genere non è stato raggiunto”.

Quanto ai ‘centri-ancora’, vi verrebbero ospitati i richiedenti asilo i cui casi non rientrino negli accordi bilaterali. E che abbiano provato a bypassare i controlli ufficiali di confine, scrive dpa. E vi sarebbe previsto l’obbligo di residenza, dunque senza alcuna distribuzione nei Comuni.

Strategia fatta per evitare una crisi della coalizione di governo

Per il giudizio della Csu bisognerà attendere gli incontri in programma fra oggi e domani. Il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, leader della formazione bavaerese, aveva dato tempo a Merkel fino a fine giugno per raggiungere una soluzione europea all’immigrazione. Minacciando che altrimenti avrebbe avviato i respingimenti al confine con la Germania dei migranti che arrivino dopo essersi registrati in altri Paesi Ue. Il che implicherebbe di fatto una crisi della coalizione di governo.

Intanto un portavoce della cancelliera ha chiarito che “misure unilaterali alle spese di altri Paesi non sono quello che si intende” nelle conclusioni del Consiglio europeo. A sgombrare il campo, così, da chi nella Csu aveva voluto interpretare il documento del vertice come una carta bianca per procedere con i respingimenti unilaterali al confine. I leader Ue hanno semplicemente invitato gli Stati membri ad adottare misure legali e amministrative “interne” contro i movimenti secondari all’interno dell’Unione europea, ha detto il portavoce alla dpa. Ma queste misure includono una migliore sorveglianza della mobilità in uscita e requisiti per la residenza dei richiedenti asilo nei Paesi di confini esterni dell’Ue.

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