La pesante sconfitta subita contro il Benfica, netta sia nel risultato che nella prestazione offerta, ha innescato il primo dibattito critico sulla gestione di Ruben Amorim. Negli studi televisivi, diverse voci autorevoli hanno sollevato interrogativi pertinenti: dal perché la squadra approcci in modo così passivo le partite, regalando di fatto un tempo agli avversari, fino alla mancanza di attacchi alla profondità, passando per una condizione fisica apparsa precaria e una fase difensiva ancora da registrare.
L’allenatore portoghese ha sorpreso per come ha accolto le critiche, mostrando grande autocritica prima di analizzare punto per punto le proprie scelte, giustificandole. Tuttavia, il post-partita ha segnato un punto di svolta. Contrariamente a quanto dichiarato in precedenza, quando si era detto pronto a fallire pur di non tradire le proprie idee, Amorim ha pubblicamente aperto a un cambiamento significativo, non solo tattico ma anche di mentalità, mostrando una notevole intelligenza strategica.
Il tecnico sta infatti valutando la prospettiva di adattarsi maggiormente alle caratteristiche dei giocatori a sua disposizione, anche se non perfettamente compatibili con la sua filosofia di base. “Io cambio di continuo. Questa è la mia sensazione. A volte devo cominciare da una base solida. Abbiamo due mesi di lavoro alle spalle. Abbiamo perso, però sicuramente troveremo delle soluzioni per adattarci in certe partite. Sto ancora lavorando per creare un’idea definita”, ha dichiarato.
La prima mossa per correggere la rotta appare già delineata. Amorim, storicamente restio a definire un undici titolare fisso, limiterà il turnover e gli esperimenti nelle prossime uscite. Scelte come quelle che hanno coinvolto Loftus-Cheek, Estupinan e Terracciano non hanno dato i frutti sperati. L’obiettivo è ora quello di individuare una spina dorsale composta da cinque o sei elementi chiave, capaci di fornire garanzie tattiche e leadership nei momenti di difficoltà, per dare stabilità alla squadra.
Un’altra area di intervento riguarderà il modulo. Il 3-4-2-1, sistema di riferimento dell’allenatore, richiede giocatori con caratteristiche molto specifiche. Le principali modifiche potrebbero interessare il centrocampo e la trequarti, dove il solo Pulisic sembra attualmente in grado di interpretare il doppio ruolo di creatore negli spazi intermedi e di finalizzatore che attacca la profondità. Un primo accorgimento potrebbe consistere nel ricercare maggiore ampiezza, schierando Moreira su una fascia e avvicinando Saelemaekers e lo stesso Pulisic a Ramos, ma con una posizione di partenza più larga rispetto a quella attuale.
La sosta per le nazionali arriverà al momento giusto, offrendo un’opportunità preziosa. L’allenatore avrà a disposizione circa tre settimane per valutare con il proprio staff la strada migliore da intraprendere per valorizzare la rosa e accumulare più punti possibile fino alla finestra di mercato invernale. In quell’occasione, la proprietà ha già manifestato l’intenzione di intervenire per completare l’organico e supportare il progetto tecnico.










