A seguito della decisione di azzerare la precedente dirigenza, il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, ha avviato una profonda riorganizzazione societaria. Il numero uno di RedBird ha scelto di affidarsi a un ristretto gruppo di collaboratori per plasmare il futuro del club rossonero.
Al momento, le figure di riferimento sono quattro. Zlatan Ibrahimović agisce come consulente speciale di RedBird, portando la sua mentalità vincente e la sua visione in piena sintonia con quella della proprietà. Al suo fianco opera Francesca Montini, Chief Brand Officer, con responsabilità sulla comunicazione e altre aree strategiche. Spicca poi Massimo Calvelli, già membro del consiglio, il cui operato è stato particolarmente apprezzato da Cardinale.
Calvelli, con un passato da amministratore delegato dell’ATP, ha dimostrato notevoli capacità, soprattutto nella gestione delle risorse umane. Sebbene il suo nome sia stato accostato alla posizione di futuro AD, il suo ruolo per ora resterà quello di CEO International di RedBird Development Group, con un prossimo ingresso anche nella società che gestirà il nuovo stadio.
In questa nuova struttura, il presidente Paolo Scaroni è stato confermato nel suo incarico. Il suo ruolo è considerato cruciale per portare avanti il dossier relativo alla costruzione di un nuovo impianto, progetto centrale per la crescita economica del Milan. L’obiettivo di Cardinale è generare maggiori ricavi per competere stabilmente con le potenze europee, colmando il divario finanziario con i club della Premier League.
L’ambizione del fondatore di RedBird trascende la singola vittoria e punta a innovare il modello del calcio italiano nel suo complesso. Per essere credibile, sa di dover prima vincere, ma la sua visione è fondata su pilastri chiari: sostenibilità, spettacolo e competitività costante ai massimi livelli. Cardinale ha ammesso di aver sottovalutato le difficoltà del sistema, considerando l’avventura al Milan una delle sue sfide più complesse.
La proprietà ha anche percepito una certa debolezza politica del club. Inizialmente era stata valutata l’ipotesi di coinvolgere una figura di grande esperienza come Adriano Galliani, ma l’idea è stata poi accantonata. La scelta è stata motivata dalla volontà di guardare avanti, evitando soluzioni nostalgiche. La direzione intrapresa è quella di un rinnovamento generazionale, una “rivoluzione dei quarantenni” che favorirà l’inserimento di profili più giovani ai vertici della società.






