Milan, chi è Ruben Amorim: il tecnico nel mirino

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Cronache sport calcio
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Rúben Amorim, coetaneo dell’ex compagno di nazionale Cristiano Ronaldo, ha interrotto la carriera da calciatore a soli 31 anni a causa di problemi fisici. “Avrei potuto fare il manager, ma ho scelto di allenare”, ha dichiarato all’epoca, intraprendendo un percorso che lo ha portato a grandi successi in Portogallo.

Dopo nove anni da colonna del Benfica, ha trovato la consacrazione sulla panchina dei rivali dello Sporting Lisbona. Con i “Leões” ha conquistato due campionati: il primo nel 2021, ponendo fine a un’attesa di 19 anni, e il secondo nel 2024, prima di tentare l’avventura in Premier League.

La sua carriera da allenatore è iniziata nel 2018 al Casa Pia, in terza serie portoghese. Nonostante una squalifica poi revocata per aver dato istruzioni senza patentino, le sue capacità sono emerse rapidamente, tanto da convincere il Braga ad affidargli prima la squadra B e poi, a fine 2019, la prima squadra.

Con il Braga ha avuto un impatto immediato. Ha debuttato con un 7-1 sul Belenenses, ha vinto la Coppa di Lega contro il Porto e in 13 partite ha ottenuto 10 vittorie, scalando la classifica fino al terzo posto. Un’ascesa fulminea che ha attirato l’attenzione dei top club.

Le sue prestazioni hanno convinto lo Sporting a pagare una clausola da 10 milioni di euro nel marzo 2020 per assicurarselo. Adottando il suo modulo prediletto, il 3-4-2-1, ha subito convinto, portando la squadra a vincere il titolo al suo primo anno completo grazie alla miglior difesa del campionato e al capocannoniere Pedro Gonçalves.

Amorim ha indicato in Jorge Jesus, suo allenatore al Belenenses e al Benfica, il suo principale maestro per la cura tattica. Ha inoltre espresso grande ammirazione per José Mourinho, apprezzandone la gestione del gruppo e la capacità di analisi degli avversari, discostandosi dal modello di Pep Guardiola.

Nel novembre 2024 è arrivata la chiamata dal Manchester United, che ha versato un’altra clausola da 10 milioni per portarlo in Premier League. L’esperienza in Inghilterra non ha però dato i frutti sperati: il suo 3-4-3 non si è adattato alla squadra, abituata a moduli a quattro difensori, e non è scattato il giusto feeling con i giocatori.

Nonostante il raggiungimento di una finale di Europa League nel 2025, persa contro il Tottenham, il suo bilancio con i Red Devils è stato negativo, con solo il 38% di vittorie in 63 partite. L’avventura inglese si è conclusa a gennaio. Ora il suo nome è stato accostato con insistenza al Milan, che cerca un nuovo profilo per la propria panchina.

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