Il Milan ha iniziato a conoscere il suo nuovo allenatore, Ruben Amorim. Nella sua prima settimana di lavoro, il tecnico portoghese ha subito impresso la sua firma, delineando un percorso basato su principi tattici chiari e un nuovo approccio umano e comunicativo. Arrivato a Milano con grande determinazione, ha immediatamente cercato di creare un ambiente positivo e coinvolgente.
Il suo metodo si è distinto fin dal primo minuto per un atteggiamento costruttivo e per la ricerca di empatia con il gruppo. Non è un allenatore di battute, ma una persona che punta a generare un’atmosfera di lavoro serena e produttiva attraverso il dialogo e il sorriso, elementi che hanno caratterizzato i suoi primi giorni a Milanello.
Un capitolo fondamentale del suo approccio riguarda la comunicazione. Amorim ha iniziato a impartire le istruzioni sul campo in inglese, ma ha già avviato un percorso per imparare l’italiano, lingua con cui intende esprimersi nel più breve tempo possibile. Ha cercato da subito il confronto diretto con i giocatori, spiegando le sue idee e ascoltando la squadra.
Questo stile comunicativo, schietto e senza filtri, caratterizzerà anche le sue conferenze stampa. Una scelta che potrebbe renderlo un personaggio magnetico, ma che lo esporrà anche a maggiori pressioni mediatiche, segnando un netto cambiamento rispetto al passato. Il nuovo tecnico è rimasto positivamente impressionato dalle strutture di Milanello e ha espresso la volontà di costruire un gruppo unito, quasi “una famiglia”.
Riuscire in questo intento richiederà tempo e dipenderà molto dalla gestione dello spogliatoio, specialmente al rientro dei giocatori che sono stati impegnati con le rispettive nazionali. Sul campo, la sua filosofia è chiara: niente doppie sedute, ma un unico allenamento giornaliero, solitamente al mattino, caratterizzato da un’elevata intensità e una durata spesso superiore alla norma.
Dal punto di vista tattico, non ci sono stati dubbi. Amorim ha schierato la squadra con la difesa a tre fin dal primo allenamento, impostando il lavoro sul modulo 3-4-2-1. Questo sistema rappresenta il suo marchio di fabbrica e il punto di partenza per la stagione. L’obiettivo è costruire una squadra intensa, aggressiva nel recupero palla e rapida nel verticalizzare l’azione.
In questo scacchiere, un ruolo cruciale sarà ricoperto dagli esterni, chiamati a un grande lavoro su tutta la fascia, e dai due trequartisti che agiranno alle spalle dell’unica punta. Le prime indicazioni hanno confermato che la sua identità tattica non sarà negoziabile.




