Milan, idee chiare ma la squadra è un cantiere aperto

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Cronache Mercato
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Il Milan di Ruben Amorim si avvicina al debutto in campionato dopo aver disputato l’ultimo test amichevole contro il Manchester United. L’esordio ufficiale in stagione sarà contro il Torino, una prova importante per iniziare con il piede giusto dopo un’estate complessa.

Il nuovo corso tecnico ha mostrato una creatura completamente diversa rispetto al passato. Nonostante un bilancio di due pareggi (Celtic e Inter) e una sconfitta (Chelsea), la squadra ha provato a imporre il proprio gioco, pressando alto e mantenendo un atteggiamento propositivo. Il modulo 3-4-2-1 rivela un’idea di calcio precisa, orientata al dominio della partita.

Questa filosofia ha il potenziale per esaltare gli uomini di maggior talento. L’aspetto più rassicurante risiede nella chiarezza d’intenti del tecnico, una guida che non dovrà mancare anche di fronte a eventuali risultati negativi iniziali. Tuttavia, un’impostazione così radicale presenta delle incognite. Per il terzo anno consecutivo la squadra ha dovuto cambiare la propria identità, e alcuni giocatori sono apparsi in difficoltà con i nuovi dettami, come la costruzione dal basso.

Preoccupa soprattutto la fragilità difensiva, con sei gol subiti in tre amichevoli, frutto di una linea spesso alta. Il rischio è che l’integralismo di Amorim possa diventare un ostacolo se i risultati non arriveranno subito. Sul fronte del mercato, la dirigenza è stata rapida a inizio sessione, assicurandosi due pedine fondamentali. In attacco è arrivato Gonçalo Ramos, acquisto più oneroso nella storia del club (75 milioni), un bomber di garanzia prelevato dal PSG.

Anche la difesa è stata rinforzata con l’arrivo di Mario Gila, un giocatore che conosce la Serie A e per cui è stata battuta una forte concorrenza. Due necessità primarie sono state colmate senza esitazioni, fornendo al tecnico due elementi chiave per il suo progetto.

Dopo questo avvio sprint, però, il mercato si è improvvisamente fermato. Per tutto il mese di luglio si è assistito a un inspiegabile immobilismo, che ha permesso alle rivali di recuperare terreno. Hanno pesato le lunghe valutazioni del tecnico su alcuni elementi della rosa e, soprattutto, le enormi difficoltà nel cedere gli esuberi.

Diversi giocatori come Tomori, Fofana e Nkunku sono stati messi ai margini del progetto, ma le offerte concrete non sono arrivate. La situazione di Leão rimane un’incognita: dopo essersi di fatto messo sul mercato, non ha ricevuto proposte adeguate e la sua permanenza è un rebus. A questo si aggiunge il malumore di Maignan e Rabiot, due pilastri dello spogliatoio.

Le mancate cessioni hanno bloccato le operazioni in entrata, lasciando la rosa palesemente incompleta in almeno due ruoli chiave: un difensore centrale, con Gonçalo Inácio che era la prima richiesta del tecnico, e un esterno sinistro. Il Milan si presenta quindi come un cantiere aperto, con l’urgenza di completare in pochi giorni un lavoro che si è arenato per mesi.

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