Milan, incontro con Glasner per la panchina rossonera

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Cronache sport calcio
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La ricerca di un nuovo allenatore per il Milan è entrata in una fase cruciale. La dirigenza ha tenuto un primo incontro con Oliver Glasner, considerato uno dei principali candidati per la panchina rossonera. La cena è stata un approccio esplorativo, senza la firma di alcun accordo, ma con l’impegno a rivedersi a breve.

L’allenatore austriaco ha recentemente salutato il Crystal Palace, club che ha lasciato per cercare un progetto sportivo più ambizioso. Nonostante i successi, ha ritenuto che la società non seguisse le sue aspirazioni di crescita. Glasner, nel mirino anche del Bayer Leverkusen, vuole comprendere a fondo le ambizioni presenti e future del Milan prima di prendere una decisione.

La scelta del tecnico è legata anche alla possibile nomina di Ralf Rangnick come nuovo direttore dell’area tecnica, con cui ci sono stati nuovi contatti. Il suo arrivo favorirebbe Glasner o, in alternativa, Matthias Jaissle, attuale allenatore dell’Al Ahli. Quest’ultima opzione appare però complessa a causa dell’ingaggio molto elevato del tecnico, che non sembra disposto a riduzioni significative.

Se il progetto legato a Rangnick non dovesse concretizzarsi, il piano alternativo porta a Mauricio Pochettino. I consulenti del club hanno già avuto contatti con gli agenti dell’allenatore argentino, che rappresenta un profilo diverso. Secondo le indiscrezioni, la dirigenza avrebbe già raggiunto un’intesa di massima per un contratto da circa 5 milioni di euro netti a stagione.

Attualmente commissario tecnico degli Stati Uniti, Pochettino ha un accordo che gli permette di assumere nuovi impegni per la prossima stagione. A differenza dell’approccio totalizzante di Rangnick, l’argentino porterebbe uno stile di gestione più classico, concentrandosi principalmente sulla squadra e sul campo, senza voler gestire tutti i processi societari.

In campo, Pochettino non applica dogmi tattici rigidi ma si basa su principi di calcio posizionale, cercando un equilibrio tra fase offensiva e difensiva. La sua esperienza nella gestione di spogliatoi complessi, come quelli di Paris Saint-Germain e Chelsea, è considerata un punto di forza per il suo curriculum.

Il Milan si trova quindi di fronte a un bivio. Da un lato, la possibilità di una rivoluzione strutturale con il “pacchetto Rangnick”, che include un allenatore allineato alla sua filosofia. Dall’altro, la scelta di un tecnico dal profilo più internazionale e classico come Pochettino, capace di gestire il gruppo con diplomazia ed esperienza.

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