Luka Modric è tornato a disposizione del Milan. Il centrocampista croato è stato convocato per la partita contro il Genoa, completando un recupero in netto anticipo rispetto ai tempi previsti. Dopo l’intervento chirurgico allo zigomo sinistro, la prognosi iniziale indicava uno stop di sei-otto settimane, ma il giocatore è rientrato in gruppo dopo meno di tre.
Il percorso di recupero ha subito un’accelerazione decisiva con l’arrivo di una maschera protettiva su misura. Il dispositivo ha permesso a Modric di tornare a lavorare con i compagni durante la seduta di rifinitura, offrendo sensazioni positive e dimostrandosi da subito ben tollerato.
Nonostante l’esito positivo, la settimana è stata caratterizzata da una notevole incertezza. Fino a pochi giorni fa, lo staff medico appariva cauto a causa del gonfiore ancora presente sulla parte sinistra del volto del giocatore, un dettaglio notato anche dai compagni.
Si era ipotizzato di posticipare il rientro per evitare rischi e attendere un ulteriore controllo medico. La volontà del calciatore di esserci a ogni costo è stata però un fattore determinante nel rimettere in discussione la decisione iniziale.
Il punto di svolta è arrivato con il test della maschera protettiva. Il dispositivo, studiato per aderire perfettamente al volto e garantire la massima protezione, ha superato l’esame durante l’allenamento. Modric ha potuto partecipare all’intera seduta con il resto della squadra senza avvertire fastidi, confermando la piena compatibilità del tutore.
Questo progresso, unito alla graduale riduzione del gonfiore, ha convinto l’area medica. Dopo un consulto finale avvenuto al termine della rifinitura, e considerata la forte determinazione del croato, è arrivato il via libera definitivo per la convocazione.
La maschera è diventata un oggetto fondamentale per il giocatore, che l’ha custodita con estrema cura portandola con sé sull’aereo per Genova come un bagaglio a mano personale. Un gesto che testimonia l’importanza di questo rientro per il finale di stagione.
Resta ora da capire quale sarà il suo effettivo impiego nella sfida e per quanti minuti il tecnico deciderà di utilizzarlo in una partita cruciale per gli obiettivi del club.





