Gonçalo Ramos, nuovo attaccante del Milan, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ufficiali ai canali del club. Il centravanti portoghese ha espresso tutto il suo entusiasmo per l’inizio di questa nuova avventura professionale in rossonero.
“Quando ho saputo che c’era la possibilità di venire qui non ho avuto dubbi, per me è stato chiaro sin dal primo momento: volevo far parte di questo progetto”, ha esordito l’attaccante. Una scelta di cuore, motivata anche da un legame familiare: “Sono in uno dei club più importanti del mondo, ma per me è ancora più speciale perché era la squadra preferita di mio padre. Per questo motivo è una sensazione unica”.
Il giocatore ha sottolineato l’importanza della sintonia con la guida tecnica: “Condivido la stessa idea di calcio dell’allenatore. È bello sentire la sua fiducia e il fatto che mi voglia nel suo progetto, questo mi ha dato ancora più motivazione per aiutare la squadra. Credo sia uno dei fattori più importanti”.
Ramos ha poi parlato della pressione che lo attenderà: “Ci sarà sicuramente. Senza una mentalità forte ci si può abbattere facilmente, ma lavorerò su questo aspetto per essere pronto in ogni situazione. Ho fiducia in me e nella mia preparazione, sarò forte mentalmente e andrà tutto bene”.
Il percorso che lo ha portato a Milano è stato ricco di tappe significative. “Avevo 12 anni quando ho deciso di trasferirmi da solo a Lisbona per formarmi nelle giovanili del Benfica. È stata una scelta difficile, ho lasciato la mia famiglia per inseguire un sogno”. Un sogno realizzato: “Ho giocato nella prima squadra del Benfica e in Nazionale. Poi sono andato al Paris Saint-Germain, dove ho vinto la Champions League, e ora sono qui, in un altro club importantissimo. Finora è stato un bellissimo percorso”.
Sul suo stile di gioco, ha spiegato: “Sono un attaccante che si affida molto all’istinto. Cerco di prendere le decisioni giuste e di leggere bene la partita, trovandomi nel posto giusto al momento giusto. Spero che tutti potranno vederlo in campo”. Gli obiettivi sono chiari: “Voglio vincere più trofei possibili e spero anche di segnare un sacco di goal”.
Non è mancato un riferimento ai grandi campioni del passato. “È difficile dire solo un nome… Van Basten, ma anche Ronaldo. Personalmente, però, il mio preferito è stato Ibrahimović. L’ho visto giocare crescendo, è stato uno dei miei idoli”.
Infine, una battuta sulla cosiddetta “maledizione del numero 9”: “Non credo a queste cose, credo solo nel lavoro. Magari sono io a essere più ‘maledetto’ del numero”, ha concluso con un sorriso.





