MotoGp, Iannone sospeso dalle corse per 18 mesi

Andrea Iannone è stato sospeso dalle corse per 18 mesi dopo esser risultato positivo a un controllo antidoping in occasione del Gp di Malesia del 3 novembre scorso.

Ph.Paolo Della Bella/LaPresse

TORINO – Andrea Iannone è stato sospeso dalle corse per 18 mesi dopo esser risultato positivo a un controllo antidoping in occasione del Gp di Malesia del 3 novembre scorso. L’entourage del pilota dell’Aprilia ha appreso con sconcerto la decisione dei giudici: “La sentenza ha riconosciuto in modo completo e inequivocabile la contaminazione ai danni di Andrea Iannone. Il pilota, pertanto, esce completamente pulito da questa vicenda. In maniera incomprensibile il tribunale ha comunque condannato il pilota a 18 mesi di sospensione perchè avrebbe dovuto, sempre a parere dei giudici, informarsi sul rischio di contaminazione alimentare. Tutti gli atleti riconosciuti contaminati sono stati prosciolti, pertanto al momento è un caso unico”, si legge in una nota.

Le reazione di Iannone

“La notizia dello stop questa mattina mi ha colpito molto, non ce l’aspettavamo per com’erano andate le cose. Guardiamo la sentenza in modo positivo, è stata riconosciuta la mia innocenza, anche se fondamentalmente abbiamo perso perchè siamo stati squalificati lo stesso per 18 mesi. Faremo certamente ricorso al Tas. Ma poteva anche andare molto peggio”. Così il pilota dell’Aprilia Andrea Iannone intervenuto a Sky Sport 24, dopo la sentenza di condanna a 18 mesi di squalifica per doping colposo. “Quando tornerò in pista? Non lo so, ma una cosa certa: il mio è il primo caso per contaminazione alimentare che abbia portato a una sospensione. Ringrazio il mio avvocato, senza di lui la situazione in questo momento sarebbe sicuramente diversa”, aggiunge Iannone. “Questo periodo è stato il più duro di tutta la mia vita, molto difficile da accettare. Ho pensato di tutto, non è stato facile ma ogni giorno ho cercato di trovare la forza per andare avanti e dimostrare la mia innocenza. Ancora non ce l’ho fatta al 100%, ma questo è il mio obiettivo. Poi voglio tornare in moto il prima possibile”, ha continuato. “Quando andiamo nei ristoranti non abbiamo la possibilità di scegliere carne contaminata o non contaminata, nessuno di noi sa cosa sta mangiando con certezza. Secondo me c’è un’incongruenza tra regolamento e ciò che noi viviamo, bisognerà capire in futuro se sia possibile trovare un punto d’incontro”, ha concluso il pilota dell’Aprilia.


LaPresse

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