La Juvecaserta da sogno: vince contro Vigevano ed è promossa in A2

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La Juvecaserta festeggia la promozione in A2
La Juvecaserta festeggia la promozione in A2

CASERTA (Amalia Triggiani) – Alcune promozioni arrivano al termine di una rincorsa. Altre, invece, nascono dalla capacità di costruire un’identità, consolidarla nel tempo e trasformarla in una certezza. La Juvecaserta ha scelto la seconda strada. E adesso può finalmente festeggiare. Davanti a un PalaPiccolo gremito in ogni ordine di posto, i bianconeri superano l’Elachem Vigevano 85-71, chiudono la serie sul 3-1 e conquistano una meritata promozione in Serie A2 sette anni dopo l’ultima apparizione nella seconda categoria nazionale.

Già molto prima della palla a due si percepiva che non sarebbe stata una serata come le altre. Fuori dal palazzetto si respirava un’attesa diversa, quella delle occasioni che possono lasciare un segno. I biglietti erano andati esauriti pochi minuti dopo l’apertura della vendita e centinaia di tifosi erano rimasti senza posto. Dentro, invece, c’era tutto il mondo bianconero: famiglie, bambini, tifosi storici con le maglie dello scudetto del 1991 e una nuova generazione cresciuta seguendo le gesta di capitan D’Argenzio e Matteo Laganà. Il colpo d’occhio era quello delle partite che restano nei ricordi di tutti. La curva ha iniziato a cantare ben prima della presentazione delle squadre e non ha più smesso fino alla sirena finale. Un unico messaggio, ripetuto come un mantra per quaranta minuti con il coro: “Bisogna vincere per tornare in A”. La risposta della squadra è stata sul parquet.

Caserta è scesa in campo con la serenità e la determinazione delle squadre che sanno perfettamente cosa devono fare. Nessuna tensione, nessuna frenesia. Solo concentrazione sull’obiettivo. Il primo quarto si è chiuso sul 29-21, ma è stato il secondo periodo a indirizzare definitivamente la sfida. Difesa aggressiva, ritmo alto, circolazione di palla efficace e una straordinaria capacità di colpire dall’arco hanno permesso ai bianconeri di scavare un solco profondo fino al 56-36 dell’intervallo lungo. Vigevano ha provato a rientrare, ma la sensazione è stata sempre la stessa. La Juvecaserta aveva il pieno controllo della partita. Lo dimostra anche il parziale del terzo periodo, chiuso sul 71-55, prima di amministrare il vantaggio negli ultimi dieci minuti senza mai dare l’impressione di poter perdere il controllo dell’incontro.

La forza di questa squadra è stata ancora una volta il collettivo. Sperduto si è preso la scena nella notte più importante della stagione, chiudendo con 21 punti e cinque triple mandate a bersaglio. Una prestazione da protagonista assoluto che gli è valsa il premio di Mvp della finale. Ma sarebbe riduttivo fermarsi ai numeri. Radunic ha garantito presenza, sostanza ed esperienza nei momenti chiave. Capitan D’Argenzio ha guidato il gruppo con la leadership di chi conosce il peso di certe partite, mentre Lo Biondo ha confermato di essere uno degli equilibri più preziosi del roster con 9 rimbalzi e 7 assist, incidendo su ogni possesso e su entrambi i lati del campo. In panchina Lino Lardo ha gestito la sfida con la consueta razionalità. Anche quando il vantaggio sembrava rassicurante, il tecnico ha continuato a chiedere concentrazione e intensità, senza concedere nulla all’euforia. Soltanto alla fine si è lasciato travolgere dalle emozioni, sommerso dagli abbracci dei suoi giocatori e dall’affetto di un pubblico che lo ha riconosciuto come uno degli artefici principali di questa impresa.

La festa è cominciata prima ancora della sirena. Quando mancavano meno di quaranta secondi alla conclusione e Vigevano ha smesso di crederci posando la palla a terra, il PalaPiccolo ha capito che il traguardo era ormai conquistato. Poi il boato, l’invasione di campo, gli abbracci, le lacrime di Laganà durante il tradizionale taglio della retina e il coro finale sulle note di “Oi vita mia”. L’immagine destinata a restare nella memoria, però, è arrivata qualche minuto dopo. Radunic ha preso il microfono dello speaker e si è rivolto direttamente ai tifosi. Una dichiarazione d’amore spontanea, sincera, accolta da un’ovazione. Intorno a lui il parquet era ormai diventato una distesa di bandiere bianconere, sorrisi e fotografie.

Sette anni dopo, Caserta torna in Serie A2. Non è soltanto una promozione. È il punto di arrivo di una ricostruzione paziente e il punto di partenza di una nuova pagina. Per una notte, però, non c’è spazio per programmi e prospettive. C’è soltanto una città che si stringe attorno alla sua squadra e un PalaPiccolo che torna a respirare il profumo di palcoscenici nazionali.

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