
NAPOLI – Il Napoli rimanda tutto, la Champions ma anche il futuro. La sconfitta 3-2 col Bologna, autentica bestia nera, al Maradona, rimanda la qualificazione matematica all’Europa: la squadra di Antonio Conte deve vincere domenica a Pisa, si gioca alle 12.30 in contemporanea con le altre gare delle concorrenti dirette. Rischia di complicarsi anche la corsa al secondo posto e probabilmente slitta l’incontro tra ADL e Conte.
La semi-rovesciata di Rowe al 91’ ha il sapore della beffa ma anche del conto salato di un approccio molle, che ha regalato il primo tempo alla squadra di Italiano e ha obbligato la squadra di Conte a una rincorsa affannosa. Tornano le brutte abitudini: quando c’è il match point sulla racchetta, il Napoli si affloscia. Il Bologna pressa con un blocco alto di 4-5 uomini e con un Lobotka a passo ridotto e un McTominay che fatica a entrare in partita, la squadra di Italiano la sblocca subito al 10’ con un gran diagonale di Bernardeschi.
La squadra di Conte è sotto choc, Giovane ci mette un po’ a carburare, Alisson Santos non trova lo spunto e Lucumì mette la museruola a Hojlund. Così il Bologna prima sfiora il raddoppio con Miranda, che centra la traversa, e poi si procura il rigore, assegnato dal Var per un intervento di Di Lorenzo, che Orsolini trasforma. La reazione del Napoli, che per 28’ non tira in porta, è tutta in un colpo di testa a fil di palo di McTominay prima che Di Lorenzo, nel recupero, accorci le distanze. È un gol che cambia completamente la partita.
Nella ripresa, infatti, si vede un altro Napoli: voglioso, aggressivo, determinato. Il 2-2 è figlio di una bella azione: affondo di Politano da destra, palla a Hojlund che la lavora in area e poi attende l’arrivo di Alisson Santos che pareggia i conti. È il momento migliore per il Napoli, che chiude nella propria area il Bologna. Il torto della squadra di Conte è però di non riuscire a confezionare altre occasioni vere e proprie. I cambi, Gilmour ed Elmas per Lobotka e Giovane, non spostano gli equilibri. Il Napoli è stanco e concede la ripartenza fatale al Bologna, che strappa sei punti in campionato agli azzurri.









