Napoli, trovato senza vita nel garage dove morì il figlio

Napoli, una veduta panoramica del Golfo partenopeo con il Vesuvio sullo sfondo (© foto: Janco Juric)
Napoli, una veduta panoramica del Golfo partenopeo con il Vesuvio sullo sfondo (© foto: Janco Juric)

NAPOLI – Trovato morto nel box auto dove tre mesi fa ha perso la vita il figlio. Così è deceduto Alfredo Nocerino, 60enne, rinvenuto senza vita in un garage in via Fosso del Lupo, a Secondigliano. Lo stesso garage dove tre mesi fa suo figlio 25enne Vincenzo, e la fidanzata dello stesso Vida Shahvalad, 21enne di origini iraniane, furono uccisi dai gas di scarico dell’automobile del ragazzo, dopo una serata trascorsa insieme. Da quel giorno Alfredo, che ritrovò il figlio deceduto in quella tragica mattinata di sabato 16 marzo, non era più lo stesso. Ieri pomeriggio sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato. Se nel caso del figlio e della fidanzata, si trattò di un drammatico incidente, per la tragedia di papà Alfredo non si esclude il gesto estremo. Fu proprio il 60enne, socio di una pizzeria a Fuorigrotta (teatro, qualche giorno fa, di un accoltellamento tra pizzaioli) a ritrovare il cadavere del figlio e della ragazza. L’uomo non vide il figlio rientrare e si preoccupò. Quindi si recò nel box per controllare se ci fosse l’auto, la Fiat Panda rossa di famiglia. In quell’auto, Vincenzo e Vida volevano trascorrere qualche momento di intimità e spensieratezza. Faceva freddo, quella notte, da qui la decisione di accendere la stufa. Il monossido di carbonio, letale in un ambiente chiuso, fece il resto. E’ stato scarcerato Leopoldo Ferrieri, pizzaiolo di 49 anni accusato di aver accoltellato il collega Enzo Infante all’interno dell’attività in cui i due lavoravano a Fuorigrotta, in viale Kennedy. E’ quanto stabilito dal giudice Marcello De Chiara, del Tribunale di Napoli, al termine dell’udienza di convalida del fermo. Accolte la richieste del legale di fiducia di Ferrieri, l’avvocato Maria Grazia Padula. Il 49enne va ai domiciliari, con il pubblico ministero che invece si era espresso per la custodia in carcere. Dopo l’ennesimo alterco, Ferrieri avrebbe afferrato un coltello e colpito il collaboratore 24enne. I due lavoravano nel locale di proprietà di Alfredo Nocerino, trovato morto ieri nel garage dove persero la vita il figlio e la fidanzata.

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