Nazionale, Benassi: “E’ il mio momento migliore ma non penso all’esordio”

Marco Benassi (Foto LaPresse - Jennifer Lorenzini)

Firenze (LaPresse) – “Sono qui per dare il massimo e il mio contributo. Non ho pensato all’esordio, penso a fare bene in allenamento. Da quando sono in serie A è il momento migliore. Mi sento più libero e più sereno. Continuare a segnare così sarà difficile, ma la cosa più importante è la prestazione, poi i gol diventano la conseguenza”. Lo ha detto il centrocampista della Fiorentina e della Nazionale, Marco Benassi, oggi a Coverciano, sede del ritiro degli azzurri in vista delle prime due partite della Nations League, in programma il 7 settembre a Bologna contro la Polonia e il 10 settembre a Lisbona contro il Portogallo.

Ieri Mancini aveva focalizzato l’attenzione sui pochi italiani schierati in Serie A

Il Mondiale in Russia è finalmente alle spalle, con il suo carico di rimpianti per la mancata partecipazione, smaltito nell’estate in cui il mercato dei club di Serie A è tornato a far faville grazie al colpo della Juventus che ha portato in bianconero Cristiano Ronaldo. E tutta l’Italia del pallone spera che anche la Nazionale risorga. L’occasione per un rilancio immediato la dà il nuovo torneo organizzato dalla UEFA, la Nations League. Un banco di prova utile al ct Roberto Mancini per misurare i progressi del gruppo che da alcuni mesi sta formando con l’ambizione di riportare gli azzurri sul tetto del Mondo. Il 7 settembre esordio a Bologna contro la Polonia, e il 10 settembre secondo impegno a Lisbona contro il Portogallo, che non schiererà Cristiano Ronaldo, ma che è pur sempre la squadra campione d’Europa in carica.

“La Nations League è una competizione importante, meglio delle amichevoli, e l’obbiettivo è vincere il girone”, ha detto Mancini oggi dal ritiro della Nazionale a Coverciano. “Siamo l’Italia – ha aggiunto – e dobbiamo giocare sempre per far bene. Sono molto fiducioso, non credo che nel mondo ci siano giocatori che vincono le partite da soli. I nostri giocatori, se riusciamo ad amalgamare in fretta una squadra, possono fare bene”.

Convocati i giovanissimi Zaniolo e Pellegri (quest’ultima è andato via per infortunio)

L’entusiasmo con cui il ct sta plasmando il nuovo gruppo azzurro, però, cozza con una realtà difficile per il numero sempre più basso di giocatori italiani utilizzati dai loro club in campionato. “Dispiace – ha spiegato Mancini – vedere molti giocatori italiani in panchina. Spero sempre che gli italiani giochino, sono convinto che molti di quelli che sono in panchina sono molto più bravi degli stranieri che sono in campo”. Per poter valutare alcuni giovani emergenti, come il centrocampista classe ’99 Nicolò Zaniolo, ora in forza alla Roma, e l’attaccante del Monaco Pietro Pellegri, classe 2001, Mancini ha dovuto aggregarli al gruppo azzurro, visto il poco spazio che hanno avuto finora nelle rispettive squadre.

Quest’ultimo, però, ha già dovuto lasciare Coverciano a causa di un infortunio. “E’ il momento più basso per numero di giocatori italiani impiegati in campionato – ha attaccato il ct – e per questo abbiamo chiamato dei giovani come Zaniolo e Pellegri, così li posso vedere. Sono due ragazzi che con l’ Under 19 sono arrivati alla finale dell’Europeo di categoria, ed evidentemente sono bravi. Uno come Zaniolo, ad esempio, deve giocare, e se lui ha qualità e troverà spazio sarà richiamato. I giovani un po’ alla volta li chiameremo e li valuteremo”. Ma non può essere solo la Nazionale, secondo Mancini, ad offrire a questi giovani l’opportunità di scendere in campo e fare esperienza. “All’estero – ha sottolineato – non si fanno tanti problemi a far giocare i giovani. Anche in Italia servirebbe più coraggio per lanciarli”.

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