NOME E FOTO. Agguato al Rione Traiano contro il genero del capoclan D’Amico

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Francesco Petri e Antonio D'Amico
Francesco Petri e Antonio D'Amico

NAPOLI – Resta avvolto da numerosi interrogativi il ferimento di Francesco Petri, il 26enne di Ponticelli raggiunto da un colpo di pistola alla gamba sinistra nella serata di sabato nella zona occidentale di Napoli. La versione fornita dal giovane agli investigatori parla di un tentativo di rapina finito nel sangue, ma gli inquirenti non escludono scenari differenti e stanno approfondendo il suo profilo e i possibili legami con gli ambienti della criminalità organizzata.

Petri si è presentato intorno alle 20 al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta con una ferita da arma da fuoco a una gamba. Ai sanitari e successivamente agli agenti del commissariato di Bagnoli ha raccontato di essere stato avvicinato da due sconosciuti in via Giustiniano, nei pressi del Rione Traiano, a Soccavo. Secondo il suo racconto, i due avrebbero tentato di rapinarlo; al suo rifiuto sarebbe seguita una colluttazione culminata con l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco che lo ha ferito. Dopo l’aggressione, avrebbe contattato la moglie, che lo avrebbe accompagnato in ospedale.

Una ricostruzione che, tuttavia, viene valutata con prudenza dagli investigatori. Il racconto fornito dal giovane è apparso infatti particolarmente sintetico e privo di elementi utili all’identificazione dei presunti aggressori. Proprio per questo motivo la pista della rapina non viene considerata l’unica possibile e resta al vaglio degli inquirenti l’ipotesi che il ferimento possa essere maturato in un contesto diverso.

A rendere il quadro più delicato è il profilo della vittima. Francesco Petri è infatti il genero di Antonio D’Amico, detto “Fraulella”, storico esponente della criminalità organizzata di Ponticelli e fondatore dell’omonimo clan che per anni ha esercitato la propria influenza nel rione Conocal. In passato il 26enne è stato accostato agli ambienti riconducibili ai clan De Luca Bossa e, più recentemente, ai De Micco, gruppi protagonisti delle dinamiche criminali nell’area orientale della città.

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