NOMI. Truffe agli anziani: 6 arresti tra Casalnuovo, Acerra, Villa Literno, Castello di Cisterna, Pomigliano d’Arco e Cercola

213

CASALNUOVO – Nella giornata di ieri la Polizia di Stato ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Nola su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di sei persone, di età compresa tra i 20 e i 61 anni, fortemente indiziate di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, in particolare truffe ai danni di persone anziane. Gli indagati sono Salvatore Giordano, 24enne di Casalnuovo, Giuseppe Russo, 26enne di Villa Literno, Gianluca Sasso, 21enne di Cercola, Giuseppe Patierno, 61enne di Acerra, Zelko Savic, 35enne, originario della Bosnia Erzegovina e residente a Pomigliano d’Arco, e Pasquale Panico, 20enne di Castello di Cisterna.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura di Nola e condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, il gruppo avrebbe operato in maniera stabile e organizzata, con base nella provincia di Napoli, mettendo in atto un sistema collaudato di raggiri che avrebbe fruttato complessivamente circa 500mila euro. Il meccanismo fraudolento ricostruito dagli investigatori era sempre lo stesso e si basava su un forte condizionamento psicologico delle vittime, tutte persone anziane di età compresa tra i 74 e i 97 anni.

Le vittime venivano contattate telefonicamente da un soggetto che si spacciava per un “maresciallo” o comunque per un appartenente alle forze dell’ordine. Durante la telefonata, il falso carabiniere informava l’anziano che un suo familiare era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale, spesso aggravando la situazione con dettagli drammatici: l’assenza di assicurazione del veicolo, il ferimento di una persona, in alcuni casi descritta come un bambino o una donna in gravidanza in condizioni critiche. Elementi che, secondo gli inquirenti, servivano ad aumentare il livello di ansia e urgenza percepito dalla vittima.

Successivamente, veniva richiesto il pagamento immediato di somme di denaro o la consegna di gioielli, come unica soluzione per evitare presunte conseguenze penali a carico del parente coinvolto. Nel corso della truffa, le vittime venivano costantemente tenute sotto pressione con numerose telefonate sia sul telefono fisso che sul cellulare, così da impedirne il contatto con altri familiari o con le forze dell’ordine.

L’indagine ha permesso di ricostruire una struttura criminale ben organizzata, capace di operare su più territori e di replicare lo stesso schema truffaldino con grande efficacia. Il provvedimento cautelare rappresenta un importante sviluppo nell’attività di contrasto a un fenomeno che continua a colpire in modo particolare le fasce più vulnerabili della popolazione. Le autorità ribadiscono l’importanza della prevenzione e invitano i cittadini, soprattutto gli anziani e i loro familiari, a diffidare di richieste di denaro telefoniche e a verificare sempre tramite canali ufficiali qualsiasi comunicazione sospetta proveniente da presunte forze dell’ordine.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome