MONDRAGONE – Una serata d’agosto che poteva trasformarsi in tragedia, ma che si è conclusa grazie al coraggio di un dipendente e alla prontezza dei Carabinieri. È la cronaca di una tentata rapina avvenuta nella serata di ieri, 16 agosto, lungo la trafficata via Domiziana, dove un uomo ha cercato di svaligiare un bar armato solo della propria audacia e di una mano nascosta sotto la maglietta. Il suo piano, però, è andato in fumo di fronte alla reazione delle vittime e al tempestivo intervento dei militari dell’Arma.
Tutto ha inizio quando un uomo di 38 anni, residente a Sparanise e già con precedenti penali, entra nell’esercizio commerciale. Agisce a volto scoperto, un dettaglio che denota una certa spregiudicatezza o forse disperazione. Attende con pazienza il momento propizio, quello in cui il flusso di clienti si esaurisce e all’interno del locale restano soltanto la titolare e un suo dipendente, entrambi dietro il bancone. È allora che scatta il suo maldestro tentativo.
Secondo la meticolosa ricostruzione effettuata dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, l’uomo si avvicina al bancone e, con un gesto teatrale quanto minaccioso, preme la mano sinistra sotto la t-shirt, così da simulare la sagoma di una pistola. Con voce ferma, intima ai due di consegnargli l’intero incasso della giornata. Per alcuni interminabili istanti, nel bar cala un silenzio carico di tensione. La titolare e il suo collaboratore esitano, forse increduli, forse paralizzati dalla paura.
Questa esitazione, tuttavia, innervosisce il rapinatore, che compie un passo falso: decide di scavalcare il bancone per raggiungere direttamente la cassa. È la mossa che fa scattare la reazione del dipendente. Temendo per l’incolumità della titolare e per la propria, l’uomo si lancia contro il 38enne, affrontandolo a mani nude. Ne nasce una breve ma violenta colluttazione, un corpo a corpo disperato per neutralizzare la minaccia.
Nel frattempo, l’allarme era già stato lanciato. Una pattuglia dei Carabinieri, già in servizio di controllo sul territorio, converge a sirene spiegate verso l’indirizzo segnalato. I militari arrivano in una manciata di minuti e trovano la colluttazione ancora in corso. Con professionalità e rapidità, bloccano il presunto rapinatore, ponendo fine all’incubo.
Una volta messo in sicurezza, gli accertamenti hanno confermato i sospetti: l’uomo non aveva alcuna arma con sé. La sua era stata una messinscena, un bluff pericoloso che gli è costato caro. Le vittime, scosse ma illese, hanno formalizzato la denuncia, fornendo una testimonianza dettagliata che ha trovato pieno riscontro nelle immagini dell’impianto di videosorveglianza del locale. I filmati, acquisiti e analizzati dagli investigatori, si sono rivelati fondamentali per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e inchiodare il 38enne alle sue responsabilità.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo, ritenuto allo stato attuale delle indagini gravemente indiziato del reato di tentata rapina, è stato dichiarato in stato di arresto. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove attenderà le prossime fasi del procedimento a suo carico. Va precisato che, trovandosi il procedimento nella fase delle indagini preliminari, la sua effettiva responsabilità dovrà essere accertata nel corso del processo con una sentenza definitiva.








