Nuova legge caccia: protesta animalista a Roma

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Caccia selvaggia
Caccia selvaggia

Il Senato si prepara a votare, nella serata di martedì 23 giugno, il controverso disegno di legge sulla caccia fortemente sostenuto dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. In risposta, le principali associazioni ambientaliste e animaliste italiane hanno lanciato un appello per una grande mobilitazione popolare a Roma.

L’appuntamento è fissato per il 23 giugno a partire dalle ore 17:00 in piazza della Rotonda, di fronte al Pantheon. In concomitanza con la discussione parlamentare, verrà allestito uno “speaker’s corner”, uno spazio aperto dove cittadini, attivisti ed esponenti politici potranno esprimere pubblicamente il loro dissenso verso un provvedimento giudicato estremamente dannoso.

Secondo il fronte del “no”, composto da sigle storiche come ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF, il testo rappresenta “il peggiore attacco frontale agli animali selvatici, alla natura e ai valori della nostra Costituzione”. Le associazioni contestano punto per punto una riforma che sembra scritta per favorire esclusivamente la lobby venatoria, a discapito della tutela ambientale.

Tra le modifiche più allarmanti figura la drastica riduzione delle aree protette. Questo significherebbe esporre all’attività venatoria ecosistemi fragili, fino ad ora considerati santuari per la biodiversità. La frammentazione degli habitat naturali metterebbe a rischio la sopravvivenza di innumerevoli specie, interrompendo corridoi ecologici vitali per i loro spostamenti.

Il disegno di legge prevede inoltre un ampliamento sia del numero di specie cacciabili, includendo animali attualmente protetti, sia del periodo di caccia. Estendere la stagione venatoria potrebbe interferire gravemente con i cicli biologici della fauna, come i periodi di riproduzione e le delicate fasi della migrazione, causando un danno demografico difficilmente reversibile per molte popolazioni di uccelli.

Un altro punto di scontro durissimo riguarda la reintroduzione della cattura di uccelli migratori da utilizzare come richiami vivi. Si tratta di una pratica crudele, che costringe gli animali a vivere in piccole gabbie per attirare i propri simili verso i fucili dei cacciatori. Le associazioni denunciano come questa norma, unita a un indebolimento generale dei controlli, possa favorire indirettamente il bracconaggio, rendendo più difficile distinguere le attività legali da quelle illecite.

La protesta mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e a esercitare una forte pressione politica sui senatori chiamati a decidere le sorti della fauna italiana. L’accusa mossa al Governo e alla maggioranza parlamentare è quella di aver ceduto alle richieste di una minoranza, ignorando la crescente sensibilità dei cittadini verso la protezione degli animali e dell’ambiente, un principio ora esplicitamente tutelato dalla Costituzione italiana. L’evento al Pantheon sarà quindi un momento cruciale per dare voce a chi si oppone a quella che viene definita una vera e propria “caccia selvaggia”.

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