L’era di Xavi Hernández sulla panchina dell’Olanda è iniziata con un pareggio carico di emozioni e indicazioni importanti. All’Amsterdam ArenA, nel prestigioso esordio in Nations League contro la rinnovata Germania di Jürgen Klopp, gli Oranje hanno mostrato carattere, recuperando nel finale una partita che sembrava compromessa.
Il nuovo commissario tecnico ha schierato un 4-2-3-1 con Bart Verbruggen in porta e una linea difensiva formata da Dumfries, Van Hecke, Van Dijk e Van de Ven. A centrocampo, la coppia Gravenberch-Timber ha agito a protezione di un trio di trequartisti composto da Summerville, Reijnders e Gakpo, alle spalle dell’unica punta Brobbey. Una scelta, quest’ultima, dettata anche dall’indisponibilità di Donyell Malen, su cui il tecnico si era espresso in conferenza: “Per me sta bene, ma i medici dicono altro”.
I primi minuti hanno visto un’Olanda propositiva, fedele ai principi di possesso e dominio territoriale del suo allenatore. La squadra di casa ha anche trovato la via del gol con un colpo di testa del capitano Virgil van Dijk sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma l’arbitro ha annullato per una spinta in area di rigore. Scampato il pericolo, la Germania ha iniziato a prendere le misure, rispondendo con un pressing intenso e ripartenze veloci.
I tedeschi hanno perso Kai Havertz per infortunio ma sono riusciti a colpire proprio con una transizione letale. Karim Adeyemi ha sfruttato la sua velocità sulla fascia per creare superiorità numerica e servire al centro un pallone perfetto per Lukas Nmecha, che da pochi passi non ha fallito, portando in vantaggio i suoi.
Nella ripresa, Xavi ha provato a scuotere la squadra. Il primo cambio è stato forzato, con l’attaccante del Sunderland Jens Meerdink entrato al posto dell’infortunato Crysencio Summerville. Con il passare dei minuti, il tecnico catalano ha aumentato il peso offensivo della squadra inserendo Joey Veerman per Timber, per aggiungere qualità alla manovra, e Guus Til al posto di Reijnders per dare più fisicità in area.
La mossa decisiva è arrivata però con l’ingresso di Ruben van Bommel, figlio d’arte dell’ex centrocampista Mark. Il suo ingresso ha dato la scossa finale e, a pochi minuti dal novantesimo, è stato proprio lui a inventare l’assist vincente. Con una giocata di pura creatività ha liberato Cody Gakpo in area, e l’attaccante ha superato il portiere con un tiro preciso, fissando il risultato sull’1-1 finale.
Il pareggio, sebbene arrivato in extremis, lascia sensazioni positive per il nuovo corso olandese. La squadra ha dimostrato di avere cuore e di saper reagire alle difficoltà, un punto di partenza fondamentale per il lavoro che attende il nuovo commissario tecnico.




