ORTA DI ATELLA – Perquisizione dei carabinieri all’Acqua Dream di Succivo. Una visita, avvenuta nello scorso weekend, che, a quanto abbiamo appreso, non riguarda l’attività in sé, ma la posizione di Angelo Brancaccio, ex sindaco di Orta di Atella, già condannato in passato per mafia (pena scontata, e oggi libero).
Gli investigatori sarebbero stati alla ricerca di appunti e biglietti, quelli che nel linguaggio investigativo vengono spesso definiti ‘pizzini’, potenzialmente utili a chiarire i contorni di un episodio emerso nell’ultima udienza del processo nato dall’inchiesta sull’amministrazione comunale di Trentola Ducenta guidata dall’allora sindaco Andrea Sagliocco. Un procedimento ampio, che ruota attorno a presunti rapporti opachi tra politica, uffici comunali e imprenditori, e che vede tra i filoni centrali anche la vicenda legata al supermercato Decò.
Il punto da cui sarebbero partiti gli approfondimenti è stato rivelato dalla deposizione resa in aula due giorni fa – quindi dopo la perquisizione – dall’imprenditore atellano Arcangelo Del Prete, titolare dell’attività commerciale finita al centro di uno dei capi d’imputazione. Del Prete, indicato nel procedimento come persona offesa, era stato richiamato davanti al Tribunale di Napoli Nord per chiarire se, dopo le dichiarazioni già rese agli investigatori, fossero emerse nuove circostanze utili al processo. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Della Valle, l’imprenditore ha riferito di essere stato avvicinato da Brancaccio in vista della nuova convocazione in aula.
Secondo quanto raccontato nel dibattimento, l’ex sindaco di Orta gli avrebbe prospettato la possibilità di un incontro con alcune persone di Trentola Ducenta. Del Prete ha spiegato di aver risposto che, se la questione riguardava il caso Decò, avrebbe continuato a dire la verità, come aveva sempre fatto. Quell’incontro, sempre secondo il racconto del teste, non si sarebbe poi tenuto. Brancaccio, va precisato, non risulta indagato nell’inchiesta da cui è nato il processo Sagliocco ed è estraneo a quel procedimento.
La perquisizione, secondo quanto filtrato, sarebbe servita proprio a capire l’entità, il fine e il contesto dell’eventuale intervento dell’ex sindaco su Del Prete: se si sia trattato di un contatto isolato, di un’iniziativa personale o di un passaggio collegato a dinamiche più ampie.
La vicenda Decò resta uno dei capitoli più delicati del processo. Secondo la Procura di Napoli Nord, alcuni imputati avrebbero esercitato pressioni su Rosaria Monaco, proprietaria dell’immobile di via Nunziale Sant’Antonio destinato al supermercato, e su Del Prete per ottenere la promessa di assumere persone segnalate. L’agibilità dell’immobile, nella ricostruzione accusatoria, sarebbe stata prima frenata attraverso ostacoli tecnico-amministrativi e poi sbloccata dopo incontri con i vertici politici e tecnici del Comune. Le difese contestano questa impostazione e sarà il tribunale a stabilire la fondatezza delle accuse.
La perquisizione all’Acqua Dream si inserisce dunque in un quadro diverso dall’attività di Succivo, spesso frequentata da Brancaccio: l’obiettivo degli investigatori sarebbe quello di verificare se esistano elementi documentali capaci di fare luce sui contatti richiamati in aula da Del Prete. Gli accertamenti sono in corso e tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, restano da considerare innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.








