La partita contro il City ha fornito indicazioni importanti sulla condizione di diversi elementi della rosa nerazzurra. Al di là del risultato, il test ha permesso di valutare la tenuta fisica e la prontezza di giocatori chiave, oltre a dare spazio a giovani promettenti in un contesto di alto livello.
Tra i pali ha brillato Filip Stankovic, autore di una prestazione molto positiva. Il giovane portiere ha mostrato grande personalità, affrontando la pressione degli attaccanti avversari con calma e sicurezza. Ha gestito con freddezza diversi palloni complicati in fase di costruzione dal basso e si è rivelato decisivo quando ha negato il gol dello 0-2 a un incontenibile Semenyo con un intervento d’istinto.
Nella ripresa ha alternato qualche piccola imprecisione nei rinvii a parate preziose che hanno tenuto in partita la squadra, confermando la sua continua crescita e affidabilità.
Note positive sono arrivate anche dal reparto difensivo, dove Benjamin Pavard ha confermato la sua solidità e la sua intelligenza tattica. Accanto a lui, anche Federico Dimarco ha spinto con costanza sulla fascia sinistra, creando pericoli e garantendo un apporto offensivo di qualità. In attacco, Lautaro Martinez ha lottato come sempre, cercando il dialogo con i compagni e mettendo in apprensione la difesa del City con i suoi movimenti continui.
Non tutti, però, hanno superato l’esame a pieni voti. Sulla corsia di destra, Ebenezer Diouf ha vissuto una serata complicata. Sebbene abbia mostrato sprazzi di vivacità in fase offensiva con la sua velocità, ha sofferto terribilmente in quella difensiva. L’avversario diretto, Semenyo, lo ha messo costantemente in difficoltà, superandolo a più riprese e creando superiorità numerica da quel lato del campo.
Per il giovane esterno è stata una lezione severa ma utile per il futuro, un’esperienza formativa contro un avversario di caratura internazionale.
Prestazioni altalenanti anche per altri giovani inseriti nel corso della gara. Francesco Pio Esposito ha avuto pochi palloni giocabili in attacco e non è riuscito a incidere come avrebbe voluto, pur mostrando impegno e sacrificio. Stesso discorso per il centrocampista Iddrissou, che ha faticato a trovare i ritmi giusti in una mediana di alto livello tecnico e fisico, alternando buone intuizioni a errori di inesperienza.
In conclusione, il test ha lasciato segnali incoraggianti, soprattutto dalla porta e dalla difesa titolare, ma ha anche evidenziato come per alcuni giovani il percorso di crescita richieda ancora tempo e lavoro.






