Pietro Comuzzo ha scelto il Torino: le prime parole

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Cronache sport calcio
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Pietro Comuzzo ha iniziato la sua avventura con il Torino, esprimendo grande entusiasmo dopo il suo esordio da titolare nell’amichevole vinta contro il Burnley. “Sono contento della mia partita. C’è da lavorare, ma come approccio e mentalità ci siamo”, ha dichiarato il difensore, sottolineando le sensazioni positive e la “bella fame” dimostrata dalla squadra.

La scelta di vestire la maglia granata è stata immediata e convinta. Comuzzo ha rivelato di non aver avuto dubbi appena ha ricevuto la chiamata: “Ho detto sì ai granata appena mi hanno cercato. Il Toro è una grandissima società, ha una grande storia: c’erano dunque già le basi per convincermi”. Ha sentito da subito una forte volontà da parte del club di portarlo a Torino, un fattore decisivo.

Un ruolo chiave nel suo trasferimento è stato giocato dal nuovo allenatore, Ignazio Abate. Il difensore ha spiegato di aver assimilato rapidamente i principi del tecnico: “Vuole una squadra sempre aggressiva, che pressi alto e che cerchi di giocare con uno o due tocchi”. Il rapporto con l’allenatore è iniziato nel migliore dei modi: “Mi ha detto subito quali sono i nostri obiettivi, tra cui quello di creare un bel rapporto con la tifoseria tramite le prestazioni”.

Dal punto di vista tattico, Comuzzo si sente più a suo agio sul centrodestra della difesa a tre. Fisicamente si sente brillante, grazie al ritiro completo svolto con la Fiorentina. “Stare bene fisicamente mi aiuta a livello mentale, perché so che posso contare sulla mia forza”, ha affermato, confermando la sua predisposizione al gioco fisico.

Il suo modello di riferimento è Alessandro Buongiorno, un giocatore che seguiva con attenzione. “A lui mi avvicino come caratteristiche. Siamo due marcatori a cui piace il duello fisico con l’avversario. Questa è una cosa che mi fa restare vivo, mi accende un fuoco dentro”. La sua connessione con la storia del club è un altro elemento importante: “Vorrei fare un salto a Superga, da solo, per percepire la grandezza di questo club”.

L’esperienza biennale alla Fiorentina, con i suoi alti e bassi, lo ha formato. “Questo biennio mi ha aiutato perché oggi so affrontare le difficoltà, mentalmente, con più serenità”, ha raccontato. Ora l’obiettivo è creare un gruppo difensivo solido con i nuovi compagni per “diventare animali nell’uno contro uno”.

Infine, Comuzzo ha elogiato la scelta del Torino di puntare su un nucleo di giocatori italiani. “I ragazzi italiani ci sono, ed è importante: bisogna avere il coraggio, come ce l’hanno Abate e questa società, di far giocare gli italiani. I risultati arriveranno”. L’ambizione è chiara: contribuire a una grande stagione per il Toro, un successo che sarebbe di tutta la squadra.

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