Pil: il valore sociale del Colosseo è 77 miliardi, porta 1,4 miliardi all’ anno all’ economia

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 08-03-2018- Roma Cronaca Buche e strade dissestate dopo l'ondata di gelo e maltempo. Nella foto Colosseo Photo Vincenzo Livieri - LaPresse 08-03-2018- Rome News Holes and bad roads after the wave of frost and bad weather. In the picture Colosseo

ROMA – Il Colosseo contribuisce per 1,4 miliardi di euro all’anno all’economia italiana, in termini di Pil, come attrazione turistica e culturale; e ha un valore sociale pari a circa 77 miliardi di euro. Lo afferma Marco Vulpiani, responsabile dell’area ‘Valuation, modeling & economic advisory’ di Deloitte central Mediterranean commentando lo studio ‘The value of an iconic asset. The economic and social value of the Colosseum’, condotto dal team italiano di Economic advisory, specializzato in analisi di valore ed impatto economico-sociali.

Secondo lo studio il Colosseo “rappresenta non solo il simbolo più famoso di Roma ed il monumento più visitato nel nostro Paese ma un’icona di interesse globale. Solo nel 2019, oltre 7 milioni di persone provenienti da tutto il mondo lo hanno visitato. Il suo valore non è solo economico ma soprattutto sociale”.

L’analisi presentata in questo studio – viene spiegato – si colloca nell’ambito dell’attività svolta da Deloitte sulla valutazione e la valorizzazione delle opere d’arte e, più in generale, dei beni culturali.

“Il Colosseo rappresenta una notevole fonte di valore per Roma, l’Italia e per l’umanità – osserva Vulpiani – è evidente che trattandosi di un bene non alienabile, parliamo di valore non trasferibile, ancorchè esistente e di rilievo. Al fine di quantificare il valore di un sito iconico, storico e culturale come il Colosseo abbiamo esaminato, analizzato e quantificato diverse configurazioni di valore. Il contributo all’economia Italiana (dall’operatività e dal turismo indotto), il valore d’uso indiretto (il valore ‘edonico’ rappresentato dal piacere della sola vicinanza e vista di un’opera iconica unica e magnifica) ed il valore sociale del Colosseo, inteso principalmente come il valore che rappresenta la sua esistenza per la società”.

Per un asset iconico come il Colosseo – si fa presente – è “necessario riferisi infatti ad una dimensione di valore che comprenda sia il valore materiale che quello immateriale. In tale accezione, il valore immateriale del Colosseo può essere maggiore rispetto al valore connesso ai benefici economici che esso può produrre. Vanno infatti presi in considerazione anche i vantaggi esterni all’economia di mercato”.

Come attrazione turistico-culturale – mette in evidenza sottolinea il partner di Deloitte – il Colosseo contribuisce per 1,4 miliardi di Euro all’anno all’economia italiana grazie al contributo economico operativo e al contributo turistico indotto generato dalla spesa ad esso riconducibile: “Oltre ai suoi benefici diretti, il Colosseo genera un valore d’uso indiretto, ovvero un valore intangibile connesso al piacere della sola vicinanza e vista di un’opera iconica unica e magnifica, il cosiddetto valore edonico, così come evidenziato dai prezzi delle unità immobiliari in prossimità del sito. Sulla base delle transazioni osservate nel mercato immobiliare nelle vicinanze dell’asset ed attraverso la costruzione di un modello econometrico dedicato, abbiamo stimato che il valore d’uso indiretto del Colosseo, stimato con il metodo dei prezzi edonici, è pari a oltre 400 milioni di euro”.  Bisogna poi “aggiungere il valore che la società riconosce alla sua stessa esistenza. Infatti, nel valutare un asset iconico così importante del patrimonio culturale mondiale non ci si può limitare a considerare soltanto i benefici finanziari che questo può produrre, ma anche il valore connesso alla importanza che la società riconosce all’esistenza del bene, per tutti i benefici emozionali che generati dalle sue caratteristiche di asset iconico unico al mondo, con oltre 2mila anni di storia, il cosiddetto valore di esistenza. Tale valore di esistenza è stato stimato, come suggerito dalla letteratura, riferendosi a quanto la collettività sarebbe disposta a pagare per preservare il bene, attraverso l’utilizzo di tecniche valutative riconosciute per la valutazione di asset culturali e basate su una survey dedicata”. Dalla survey condotta per stimare il valore sociale del Colosseo, è emerso che “il 97% degli intervistati ritiene molto importante od importante l’esistenza del Colosseo. L’87% degli intervistati ritiene che il Colosseo rappresenti l’attrazione culturale più importante del nostro paese; il 92% concorda sul fatto che il Colosseo debba essere preservato in ogni circostanza. Inoltre, oltre la metà (il 52%) considera il Colosseo come il fattore principale nella decisione di visitare Roma, nonostante l’immensità del patrimonio storico e culturale della città. E circa il 30% degli intervistati ritiene che solo gli italiani dovrebbero pagare per la conservazione del Colosseo mentre per il restante 70%, visitatori e tutti nel mondo dovrebbero contribuire per la preservazione del Colosseo, confermando il valore riconosciuto globalmente al nostro asset iconico”.

E ‘ stato stimato “un valore di esistenza pari a 75,7 miliardi di euro che sommato al valore connesso ai ricavi da esso generati (il valore economico di transazione) di 1,1 miliardi, conduce ad un valore complessivo del Colosseo come asset sociale pari a 76,8 miliardi”.

“Lo studio condotto offre un contributo importante alla capacità di quantificare il valore del Colosseo in termini economici e sociali – rileva Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte central Mediterranean – entrambe le dimensioni, quella economica e quella sociale, sono da tenere a mente e cercare di valorizzare il più possibile quando si parla di beni culturali. Un tema che ovviamente vede l’Italia protagonista nel mondo con il maggior patrimonio culturale mondiale ed il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità secondo l’Unesco. La valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico presente nel nostro Paese deve diventare una priorità nell’agenda delle istituzioni nazionali e locali e i fondi del Pnrr possono rappresentare un’opportunità per valorizzare gli asset chiave del patrimonio culturale italiano”.

LaPresse

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