LETTERE – Non si ferma la guerra dello Stato al narcotraffico sui Monti Lattari. In una giornata, quella di ieri 19 settembre 2026, che segna un nuovo, significativo capitolo nella lotta alla criminalità, i Carabinieri hanno messo a segno un altro colpo, scovando armi e droga nascoste con ingegno tra la vegetazione impervia e all’interno di insospettabili intercapedini. È il risultato dell’ennesimo servizio ad alto impatto condotto nell’ambito dell’operazione “Continuum Bellum 4”, un nome che evoca una battaglia senza tregua, combattuta da ormai quattro anni per bonificare un territorio tristemente ribattezzato la “Jamaica dei Monti Lattari”.
L’operazione, coordinata dalla Compagnia di Castellammare di Stabia, ha visto ancora una volta l’impiego dei militari degli Squadroni Eliportati Cacciatori “Puglia” e “Sardegna”, unità specializzate nell’operare in contesti rurali e montani, capaci di stanare i nascondigli più remoti. Il loro teatro operativo è un labirinto di sentieri, anfratti rocciosi e fitta boscaglia, dove la malavita crede di poter agire indisturbata.
Il primo, importante ritrovamento è avvenuto in località Fuscoli. Qui, setacciando palmo a palmo l’area, i militari hanno notato delle anomalie in alcuni muretti a secco e tra i cespugli più fitti. La loro intuizione si è rivelata corretta. Occultati con cura, sono stati rinvenuti 80 grammi di hashish, 5 grammi di marijuana e 4 grammi di eroina. Un campionario variegato che testimonia la diversificazione dell’offerta di stupefacenti. Ma l’elemento più inquietante era un altro: un caricatore vuoto per una pistola calibro 9, prova tangibile del legame indissolubile tra il traffico di droga e la disponibilità di armi da fuoco.
La caccia non si è conclusa. Proseguendo l’ispezione in zone ancora più difficili da raggiungere, i Carabinieri hanno recuperato una pistola Beretta con matricola abrasa, completa di caricatore ma priva di munizioni. L’abrasione della matricola è un chiaro segnale della provenienza illecita dell’arma, destinata a non essere tracciabile. Poco distante, un’ulteriore scoperta: una canna per fucile da caccia tipo doppietta calibro 16. Entrambe le armi sono state poste sotto sequestro e verranno ora sottoposte ad accertamenti balistici dai reparti specializzati dell’Arma. L’obiettivo è verificare se siano state utilizzate in recenti fatti di sangue, agguati o altri delitti che hanno macchiato di violenza il territorio.
Ma la droga non si nasconde solo tra le montagne. L’operazione si è spostata anche nel centro abitato, dove l’ingegno criminale si adatta a contesti urbani. Un 27enne del posto è stato denunciato per detenzione di droga a fini di spaccio. Dopo una perquisizione domiciliare, l’attenzione dei militari si è concentrata sulla sua mini car, parcheggiata nell’area condominiale. È qui che è entrata in scena Luna, un’infallibile unità cinofila della sezione radiomobile di Castellammare di Stabia. Il fiuto del cane non lasciava dubbi: nell’auto c’era qualcosa. Di fronte alla tenacia di Luna, i Carabinieri hanno letteralmente smontato il veicolo. La perseveranza è stata premiata: nascosti tra i tubicini del vano motore, sono stati trovati tre comuni accendini, trasformati in contenitori per la droga. Al loro interno, una dose di hashish e sette dosi di cocaina, pronte per essere vendute al dettaglio. Un metodo astuto per eludere i controlli, ma non abbastanza da ingannare il fiuto di Luna e l’esperienza dei suoi conduttori.








