Pizzo per il clan dei Casalesi, 12 condanne. Scattano gli arresti

La Cassazione respinge i ricorsi e rende irrevocabile il verdetto della Corte d’appello di Napoli sulla rete di estorsori attiva ad Aversa e nell’agro tra il 2000 e il 2010

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TRENTOLA DUCENTA – Diventano definitive le dodici condanne nel processo sulla rete di estorsori che avrebbe imposto il pizzo a commercianti e imprenditori di Aversa e dei comuni limitrofi per conto del clan dei Casalesi.
La Cassazione ha respinto i ricorsi, confermando di fatto il verdetto emesso dalla sesta sezione della Corte d’appello di Napoli. Con il passaggio in giudicato della sentenza è iniziata anche l’esecuzione delle pene: tra i destinatari degli ordini di carcerazione figurano Emilio Mazzarella, 57 anni, di Cesa, condannato a 4 anni e 10 mesi, e Luigi Macchione, 54 anni, di Trentola Ducenta, condannato a 2 anni e 6 mesi.

In Appello erano state rimodulate, attraverso il riconoscimento della continuazione con precedenti verdetti, le pene inflitte a Giovanni Agnifili, detto ’o Ccupatore, 49 anni, di Aversa, condannato a 7 anni e 5 mesi; Pasquale Ciocia, detto ’o Perciato, 64 anni, di Trentola Ducenta, a 3 anni e 10 mesi; e Agostino Paciello, 37 anni, di Casaluce, a 7 anni.

Erano state invece confermate le condanne a 17 anni e 8 mesi per Giacomo D’Aniello, detto ’o Mister, 64 anni, di Lusciano; 22 anni per Gaetano De Biase, detto Burzone, 57 anni, di Teverola; 16 anni e 6 mesi per Luciano Esposito; e 23 anni per Agostino Fabozzo, 53 anni, di Aversa. Per questi ultimi si tratta di pene determinate in continuazione con altre sentenze già irrevocabili.

Definitivi anche i 2 anni e 8 mesi inflitti ad Antonio Verde, detto “o Tabaccar, 64 anni, di Aversa; i 4 anni e 6 mesi per Gennaro Corzo, detto ‘o Pizzaiuol, 63 anni, di Lusciano; e la stessa pena per Nicola Mastrillo, detto ‘o Pazz, 57 anni, di Aversa.

L’inchiesta aveva ricostruito una serie di estorsioni contestate nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010. Nel collegio difensivo gli avvocati Vincenzo Motti, Generoso Grasso, Giovanni Cantelli, Guglielmo Ventrone, Pasquale Davide De Marco, Giovanni Pizzo, Massimo Vetrano e Giuseppe Nespoli.

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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