TRENTOLA DUCENTA – Diventano definitive le dodici condanne nel processo sulla rete di estorsori che avrebbe imposto il pizzo a commercianti e imprenditori di Aversa e dei comuni limitrofi per conto del clan dei Casalesi.
La Cassazione ha respinto i ricorsi, confermando di fatto il verdetto emesso dalla sesta sezione della Corte d’appello di Napoli. Con il passaggio in giudicato della sentenza è iniziata anche l’esecuzione delle pene: tra i destinatari degli ordini di carcerazione figurano Emilio Mazzarella, 57 anni, di Cesa, condannato a 4 anni e 10 mesi, e Luigi Macchione, 54 anni, di Trentola Ducenta, condannato a 2 anni e 6 mesi.
In Appello erano state rimodulate, attraverso il riconoscimento della continuazione con precedenti verdetti, le pene inflitte a Giovanni Agnifili, detto ’o Ccupatore, 49 anni, di Aversa, condannato a 7 anni e 5 mesi; Pasquale Ciocia, detto ’o Perciato, 64 anni, di Trentola Ducenta, a 3 anni e 10 mesi; e Agostino Paciello, 37 anni, di Casaluce, a 7 anni.
Erano state invece confermate le condanne a 17 anni e 8 mesi per Giacomo D’Aniello, detto ’o Mister, 64 anni, di Lusciano; 22 anni per Gaetano De Biase, detto Burzone, 57 anni, di Teverola; 16 anni e 6 mesi per Luciano Esposito; e 23 anni per Agostino Fabozzo, 53 anni, di Aversa. Per questi ultimi si tratta di pene determinate in continuazione con altre sentenze già irrevocabili.
Definitivi anche i 2 anni e 8 mesi inflitti ad Antonio Verde, detto “o Tabaccar, 64 anni, di Aversa; i 4 anni e 6 mesi per Gennaro Corzo, detto ‘o Pizzaiuol, 63 anni, di Lusciano; e la stessa pena per Nicola Mastrillo, detto ‘o Pazz, 57 anni, di Aversa.
L’inchiesta aveva ricostruito una serie di estorsioni contestate nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010. Nel collegio difensivo gli avvocati Vincenzo Motti, Generoso Grasso, Giovanni Cantelli, Guglielmo Ventrone, Pasquale Davide De Marco, Giovanni Pizzo, Massimo Vetrano e Giuseppe Nespoli.
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