CASERTA – Non davanti al Comune né al PalaPiccolo, lo striscione è stato esposto all’ingresso della Provincia di Caserta, in via Lubich, nell’ex area Saint-Gobain. Un luogo ben preciso e simbolico il cui ente è proprietario dell’impianto di viale Medaglie d’Oro. La Curva, sostenuta dalla tifoseria bianconera, ha firmato un messaggio netto esposto sullo striscione: “LA NOSTRA STORIA MERITA RISPETTO!!! CASERTA VUOLE UN DEGNO PALAZZETTO”.
La protesta coglie un problema reale, paradossalmente comune in tutta la Campania, ma impone di distinguere idoneità regolamentare e adeguatezza strategica. La Juvecaserta non è senza casa. Infatti il calendario ufficiale assegna al PalaPiccolo le gare interne di A2, dal 4 ottobre contro la Fortitudo Bologna. Il Manuale licenze Fip 2026/27 richiede almeno 2.000 posti, il verbale della commissione di vigilanza, comunicato dal club nel marzo 2024, ne autorizzò 2.000. La Provincia, dopo lavori per 1,9 milioni, ha indicato 2.100 posti e l’omologazione per l’A2. Formalmente, l’impianto è in regola.
La questione esposta dallo striscione
Il nodo sollevato dalla Curva è un altro: un palasport fermo alla soglia minima limita pubblico, incassi e crescita di una piazza campione d’Italia nel 1991. Il presidente Francesco Farinaro ha riconosciuto l’omologazione, ma ha chiesto alla Provincia la concessione e proposto di ampliare le gradinate dietro i canestri; per il futuro ha rilanciato un palaeventi da 4.000 posti nell’ex Macrico. Al momento, però, resta una proposta societaria: non risultano un progetto pubblico approvato, un finanziamento o un cronoprogramma. Il Comune ha celebrato la promozione in A2 senza indicare, in quel messaggio, impegni sull’impianto. Farinaro stesso considera soprattutto Provincia e Regione gli interlocutori.
Una protesta esclusivamente per mettere pressione
Lo striscione, quindi, non denuncia un’inagibilità: chiede che il minimo regolamentare non diventi la soluzione definitiva. Una pressione fondata sul divario tra ciò che basta oggi e ciò che servirebbe domani. La risposta, per essere credibile, dovrà tradurre ipotesi e dichiarazioni in atti, risorse e tempi verificabili.











