Chiuso lo Stadio del Nuoto, i cittadini: “Ora riaprite la piscina comunale a Caserta”

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Il dirigente Luigi Vitelli
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Dopo la chiusura dello Stadio del Nuoto i cittadini invocano l’apertura della piscina comunale ‘F. Dannerlein’ di via Giannone: potrebbe sopperire almeno in parte alla chiusura dell’impianto in via Laviano. La città si ritrova senza una struttura pubblica. Dopo la prolungata chiusura dello Stadio del Nuoto di via Laviano, gli abitanti puntano sulla piscina comunale. Ma risulta inagibile e sbarrata ormai da cinque anni. Qual è la situazione ad oggi? Lo abbiamo chiesto al dirigente del Comune Luigi Vitelli: “Ci stiamo lavorando e ci stiamo provando in tutti i modi a riaprirla. Abbiamo provato più volte a darla in affidamento, senza riuscirci. Le gare sono andate deserte. Ora valutiamo se c’è la possibilità di un interessamento della Provincia, se ci siano le condizioni. Ma è prematuro. Bisogna capire in che modo raggiungere una intesa con l’ente provinciale”.

Corsa contro il tempo per riaprire la piscina

Sulle mappe c’è scritto ‘definitivamente chiuso’, ma il Comune ci spera ancora. L’amministrazione è consapevole del forte impatto sociale causato dall’assenza di strutture natatorie operanti in città. Il dirigente Vitelli lo dice a chiare lettere: “Mi rendo conto che la chiusura prolungata dello Stadio del Nuoto abbia creato disagi ai cittadini e ci siamo attivati per capire come riaprire la piscina comunale di via Giannone. Non è semplice. Sappiamo delle difficoltà per i cittadini casertani. E anche dei disagi per i dipendenti. Per questo gli uffici comunali stanno lavorando in questa direzione”. E ancora: “Stiamo valutando tutte le strade percorribili e al momento sul tavolo c’è l’ipotesi di un interessamento della Provincia per la piscina comunale in via Giannone. Vedremo. Ripeto, per ora si parla di scenari e possibilità, che andranno esaminate in ogni dettaglio dagli uffici tecnici al Municipio. Stiamo valutando anche un interessamento pubblico, oltre al privato”.

La chiusura dello Stadio del Nuoto


Intanto, sul fronte di via Capitano Laviano, la situazione rimane immobile e un altro settembre prende il via senza l’inizio dei corsi. Inaugurato nei primi anni ‘90 con un’amichevole tra il Settebello di Ratko Rudic e la Jugoslavia, lo Stadio del Nuoto è rimasto chiuso dal 1° aprile 2025. La struttura necessita di radicali interventi di adeguamento dal valore complessivo di circa sei milioni di euro. A fare le spese di questa paralisi è l’intero tessuto cittadino. Le società sportive, le maestranze dell’impianto, gli atleti agonisti e centinaia di famiglie versano in uno stato di incertezza. Particolarmente drammatica è la situazione delle famiglie indigenti che avevano riscattato i voucher regionali per lo sport dei propri figli senza poterli utilizzare. L’inaccessibilità della vasca ha interrotto anche i percorsi di inclusione e supporto per i ragazzi con disturbo dello spettro autistico, costretti a trasferirsi in impianti fuori città, spesso sovraffollati. Resta congelato il percorso istituzionale intrapreso a inizio anno. Nel gennaio 2026 la Provincia aveva sottoscritto un protocollo d’intesa con la Federazione Italiana Nuoto (FIN) per ricevere consulenza specialistica e adeguare l’impianto agli standard federali. L’accordo si è tuttavia arenato a fronte degli ingenti costi economici necessari per la progettazione e l’esecuzione dei lavori. Il progetto di riqualificazione della struttura è pronto; il vero nodo da sciogliere riguarda l’impegno economico, dato che servono oltre 6 milioni di euro. Per reperire i fondi, la Provincia ha avviato interlocuzioni anche con governo e i ministeri.

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