Regione Campania, è guerra per le nomine

Regione Campania, è guerra per le nomine
Regione Campania, è guerra per le nomine

NAPOLI (Francesco Foco)– Il Pd è sempre alle prese con faide interne, il gruppo del governatore non è coeso, e gli altri rivendicano ogni postazione di potere che capita a tiro. Le ‘opposizioni’, dunque, provano a inserirsi in questa guerra di maggioranza per portare a casa la pagnotta. E’ questa la fotografia del consiglio regionale della Campania, che si riunirà tra pochi giorni. Tra le varie questioni, ci sono diverse nomine su cui esprimersi e da ultimare. Poltroncine minori, non gli incarichi del secolo: ma ogni occasione è buona per contarsi, soprattutto ora che si avvicinano le elezioni politiche. 

Facciamo un passo indietro. Il presidente Gennaro Oliviero ha convocato l’aula per il primo giugno, all’ordine del giorno una modifica alle disposizioni in materia di lavoro da committenza regionale e diversi emendamenti a leggi regionali. Fin qui, nessun problema. Ma l’assemblea campana dovrà votare anche le nomine dei componenti del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Campania, di un componente della Consulta regionale di Garanzia Statutaria, del Garante regionale dei diritti degli animali, dei componenti nel Consiglio di Indirizzo dell’Agenzia regionale per la Promozione del Turismo della Campania, esperti nelle materie del turismo, del marketing territoriale e della comunicazione, la designazione di un rappresentante in seno al Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa per il triennio 2020-2023, la nomina di un sostituto di un componente nel Collegio dei Revisori del Conti dell’Ente Riserva Naturale Foce Sele. Insomma, una infornata di deleghe da distribuire. 

E’ su questo che i consiglieri regionali devono trovare un accordo. Ma un po’ tutti brigano per mettere uno sgambetto agli altri. Vecchi e nuovi attriti si ripropongono, le solite divisioni correntizie incidono. E pesa il caso della Scabec, travolta dai problemi e con il consiglio d’amministrazione dimissionario a meno di due mesi dalla nomina. E così il potente capogruppo del Pd Mario Casillo pare voglia dare un avvertimento ai colleghi d’Aula. Soprattutto ai ‘compagni’ di partito. Non c’è un reale interesse per gli incarichi in palio, quanto l’affermazione di forza in vista delle Politiche. Discorso leggermente diverso ma molto simile in casa deluchiana. Il gruppo di riferimento del governatore è spaccato. Il capogruppo Carmine Mocerino, stando agli ultimi rumors, non gode dell’apprezzamento degli altri consiglieri. Il legame politico che lo lega a Lucia Fortini preoccupa un po’ tutti: l’assessora all’Istruzione potrebbe essere una potenziale candidata alla Camera dei Deputati. 

C’è poi la vastissima area dei deluchiani dei vari gruppi ‘civici’ che sostengono lo Sceriffo. Anche in quel caso la competizione è serratissima. Anche perché, nella battaglia delle prove muscolari consiliari, questa volta pare ci sia rientrato anche Fulvio Bonavitacola, particolarmente silente in questa fase politica ma sempre alla porta. Sarà duro per Nello Mastursi, l’uomo ombra di De Luca, riuscire a mediare. E meno le poltrone da dividere sono importanti e paradossalmente più è difficile trovare un punto d’incontro tra le parti in causa. Non c’è deterrente che tenga, tant’è. 

E poi ci sono le opposizioni. In questo grande caos di maggioranza, cerca di inserirsi il Movimento 5 Stelle. Che potrebbe strappare qualche postazione ai litiganti. Non sarebbe una novità, l’opposizione morbida (per usare un eufemismo) di Valeria Ciarambino e Co è ormai conosciuta ai più. Stesso discorso, in ogni caso, anche per il centrodestra. Se i grillini strizzano l’occhio a De Luca, di certo non è da meno la compagine guidata da Stefano Caldoro. Anche in questo caso, i campani sono abituati. 

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