Roma, Di Francesco: “Chiedo scusa ma non mi dimetto”

Il tecnico giallorosso ha analizzato la concente sconfitta contro la Fiorentina

Foto Fabio Rossi/AS Roma/ LaPresse in foto Eusebio Di Francesco

FIRENZE “Credo che ogni commento sia superfluo, in generale, a livello tecnico e tattico. C’è solo da chiedere scusa, per la nostra prestazione e per la nostra partita. In primis mi ci metto io avanti a tutti. Non ci possiamo permettere queste figure”. Così Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, dopo la sonora sconfitta in casa della Fiorentina (7-1) nei quarti di finale di Coppa Italia.

Di Francesco analizza l’umiliante sconfitta della Roma

“Ci siamo messi noi, con determinati comportamenti, ad aiutare questa pessima prestazione sotto tutti i punti di vista”, ha spiegato il tecnico in conferenza stampa. “Cos’ho pensato dopo la partita? Voglio fare delle valutazioni a freddo, adesso è difficile. Il mio stato d’animo sicuramente non è dei migliori. Le riflessioni si faranno in queste ore, ed io farò le mie”, ha aggiunto. “Voglio capire, parlare, vedere. Capire perché siamo caduti in questi errori. Questa partita è andata a legittimare le cose che si erano un po’ intraviste durante quest’annata. Per questo voglio entrare bene nella testa dei ragazzi e capire veramente come siamo”.

Il tecnico giallorosso non pensa alle dimissioni

“Se escludo le dimissioni? Non voglio dare titoli importanti. Lasciamo stare questi discorsi, dovrò valutare tante cose. Nella mia testa non c’è mai questo pensiero”. Così Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, dopo la sonora sconfitta in casa della Fiorentina (7-1) nei quarti di finale di Coppa Italia.

“L’aspetto che mi lascia maggiormente deluso? E’ una lista piena, in generale. In quello che è stato un po’ l’atteggiamento totale della squadra. Ma la cosa che mi dispiace di più, è che nel momento di difficoltà si perde la testa”, ha spiegato il tecnico in conferenza stampa.

Basta alibi, la Roma deve reagire

“Questo dimostra non unione, ma il contrario. Dal mio punto di vista, invece, si dimostra di essere squadra anche quando le cose vanno male. Bisogna mettersi lì e capire determinati momenti della gara. Mi meraviglia perché sentiamo spesso parlare di Roma di giovani, ma noi non possiamo trovare sempre questi alibi, basta”, ha aggiunto. “Ci dobbiamo guardare in faccia per quella che è stata la prestazione, e non esiste oggi puntare il dito su un cambio o su una scelta. Siamo noi, insieme, me compreso, che dobbiamo capire che così non va”.

(LaPresse)

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