Roma: nuova mappa contro i rischi del sottosuolo

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Cavità sotterranee
Cavità sotterranee

È stato presentato un aggiornamento fondamentale per la sicurezza urbana della Capitale: la nuova ‘Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026’. Questo strumento rappresenta un passo avanti decisivo nella conoscenza e nella gestione dei rischi legati al complesso sottosuolo della città, un labirinto fragile e stratificato da millenni di storia.

L’obiettivo del progetto è fornire un quadro completo e dettagliato sulla distribuzione dei vuoti sotterranei, fenomeno che a Roma si manifesta frequentemente con cedimenti e voragini, mettendo in pericolo persone, edifici e infrastrutture.

La realizzazione della nuova cartografia ha richiesto un imponente lavoro di integrazione di dati provenienti da fonti eterogenee. Gli esperti hanno incrociato informazioni derivanti dalla letteratura scientifica più recente con preziosi archivi cartografici storici, che custodiscono la memoria delle antiche attività estrattive e di costruzione.

A questi si sono aggiunti i database istituzionali, le mappature archeologiche e i risultati di indagini geofisiche e geognostiche dirette sul campo. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di superare la frammentazione delle conoscenze precedenti, creando per la prima volta una visione d’insieme organica e georeferenziata.

Il lavoro di mappatura ha permesso di censire e classificare le principali tipologie di cavità che si celano sotto le strade e i palazzi di Roma. Tra queste figurano le estese reti di cave, soprattutto di tufo e pozzolana, sfruttate fin dall’antichità come materiale da costruzione e che oggi costituiscono immensi spazi vuoti.

Sono state inoltre cartografate le celebri catacombe, gli ipogei funerari, gli antichi cunicoli idraulici romani e tutte le altre infrastrutture sotterranee create dall’uomo nel corso dei secoli, come acquedotti e fognature storiche, che contribuiscono alla complessa geografia ipogea della città.

Il risultato finale di questo grande sforzo conoscitivo sarà la definizione di una mappa di densità dei sistemi ipogei. Questa mappa non si limiterà a indicare la presenza di un vuoto, ma classificherà il territorio urbano in base alla concentrazione, alla tipologia e alla profondità delle cavità, fornendo un indicatore di potenziale pericolosità.

Lo scopo è quello di passare da una gestione emergenziale del rischio a una pianificazione preventiva. La mappa diventerà uno strumento indispensabile per gli uffici tecnici comunali, la Protezione Civile e le soprintendenze, orientando le scelte urbanistiche, i permessi di costruzione e gli interventi di consolidamento.

La ‘Carta delle Cavità Sotterranee 2026’ non è quindi solo un’opera scientifica, ma un asset strategico per il futuro di Roma. Garantire la stabilità del suolo su cui poggia un patrimonio storico-artistico inestimabile è una priorità che questo progetto affronta con rigore, ponendo le basi per una città più sicura e resiliente.

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