Salvini gela Meloni: “Per Roma e Milano serve tempo”. Vertice slitta alla prossima settimana

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Matteo Salvini, Giorgia Meloni

ROMA“Partite come Roma e Milano meritano qualche giorno di riflessione in più”. Matteo Salvini gela Giorgia Meloni e invece di accelerare sui candidati alle prossime grandi città, frena. La leader di Fdi proprio oggi era tornata sul tema, auspicando che il tavolo fosse convocato “nei prossimi giorni”.

Niente di tutto questo, secondo fonti di centrodestra, infatti, il vertice tanto atteso potrebbe slittare alla prossima settimana e non si tratterebbe di impegni personali o istituzionali. Benché l’ex ministro della Gioventù non dia ancora per persa la partita Bertolaso, “mi sono scambiata degli sms con lui, non ha ancora declinato. Quindi aspetterei”, il centrodestra rischia di trovarsi sguarnito sui due territori più importanti della prossima tornata elettorale.

Salvini ormai ha perso le speranze di convincere l’uomo delle emergenze e ad ora non ha alcun nome per sostituirlo. Anche l’ipotesi Giulia Bongiorno, circolata sui quotidiana, è stata subito smentita dalla diretta interessata: “Amo Roma, il resto pura fantasia”. Nell’incertezza che sta diventando stallo, Meloni sta giocando la sua partita per sfilare la capitale dalle mani di Forza Italia.

Fonti sul territorio confermano che Fdi ha una carta coperta, un nome su cui si sta valutando la popolarità e quindi la capacità di giocarsela fino al ballottaggio. Carta che sarà lanciata sul tavolo della trattativa al momento opportuno, quando Meloni rivendicherà anche il bottino di consensi che ha guadagno in questi anni.

Se la strada per il candidato della Capitale è stretta, anche per Milano non si scherza. Maurizio Lupi, deputato e leader di Noi per l’Italia, non è apprezzato dal Carroccio che preferirebbe un civico, modello Torino – unico capoluogo su cui il centrodestra ha trovato l’accordo su Paolo Damilano – come Roberto Rasia Dal Polo, capo della Comunicazione del gruppo alimentare Pellegrini.

Anche a Napoli la trattativa sembra bloccata. Catello Maresca, il sostituto procuratore generale, non ha ancora ufficializzato la sua candidatura, mentre il centrosinistra si trova con il ‘no grazie’ di Gaetano Manfredi. Un vantaggio – riferiscono fonti della coalizione locale – che non andrebbe sprecato.

Per ora di certo c’è solo il tavolo di domani alle 14 con i responsabili degli enti locali dei partiti che compongono la coalizione. Sui piccoli comuni il lavoro svolto la scorsa settimana è stato proficuo, conferma lo stesso leader del Carroccio: “Abbiamo trovato candidati unitari, e penso vincenti, nella stragrande maggioranza dei 1300 Comuni che votano a ottobre”. E già domani quanto resta dovrebbe essere chiuso.(LaPresse)

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