NAPOLI – Un ronzio assordante che squarcia il silenzio della notte, scie di fari che sfrecciano tra i palazzi, un senso di impunità che per troppo tempo ha trasformato le strade in un circuito senza regole. Per i residenti di Scampia e Secondigliano, le notti erano diventate un incubo scandito dal rombo dei motorini guidati da ragazzini, spesso giovanissimi, incuranti di ogni norma e del pericolo. Un fenomeno di illegalità diffusa e di arroganza a cui le forze dell’ordine hanno deciso di dare una risposta forte e coordinata.
Le continue segnalazioni, esasperate, dei cittadini hanno innescato un’operazione ad alto impatto che ha visto scendere in campo, fianco a fianco, i Carabinieri della compagnia Napoli Stella, i militari della Stazione di Secondigliano e gli agenti della Polizia Locale di Napoli. Un servizio a largo raggio, meticolosamente pianificato, che ha cinturato i due quartieri della periferia nord, setacciando le arterie principali e i vicoli più nascosti, i luoghi di ritrovo e le piazze di spaccio dove l’illegalità su due ruote è più radicata.
Il risultato, al termine della nottata di controlli, è stato descritto dagli stessi investigatori come una vera e propria “carneficina” del codice della strada. Un bollettino di guerra che fotografa una realtà allarmante. Su un totale di 48 scooter fermati e ispezionati, le sanzioni elevate sono state ben 51, a testimonianza del fatto che quasi ogni mezzo controllato presentava più di una irregolarità. Il dato più pesante è quello relativo ai sequestri: 29 mezzi, più della metà di quelli fermati, sono stati immediatamente tolti dalla circolazione perché non idonei a circolare o per la gravità delle infrazioni commesse.
Scavando nel dettaglio delle violazioni, emerge un quadro di totale incoscienza. Spiccano, per la loro drammaticità, le sanzioni per il “trasporto di bambini senza sistemi di ritenuta”: piccoli passeggeri aggrappati ai genitori, senza casco né seggiolini omologati, esposti a rischi mortali a ogni frenata o manovra brusca. Non meno grave il fenomeno del “soprannumero”, con scooter trasformati in veri e propri mezzi di trasporto collettivo, capaci di trasportare tre, a volte anche quattro persone, in un equilibrio precario che sfida ogni legge della fisica e del buonsenso.
A completare il desolante panorama, non potevano mancare le infrazioni “classiche”, quasi una prassi consolidata in questo contesto di illegalità: guide senza casco, una sfida aperta alla propria incolumità; guide senza patente, spesso perché mai conseguita o perché revocata; mezzi privi della revisione periodica e, soprattutto, della copertura assicurativa. Quest’ultima violazione, una delle più odiose, trasforma ogni scooter in una mina vagante, capace di provocare danni a persone e cose senza che vi sia alcuna possibilità di risarcimento per le vittime.
L’operazione congiunta ha inviato un segnale inequivocabile: la tolleranza è finita. Le forze dell’ordine hanno assicurato che non si è trattato di un intervento spot, ma dell’inizio di una strategia di pressione costante. I controlli, hanno fatto sapere, continueranno serrati anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, con l’obiettivo di restituire le strade ai cittadini e ripristinare un principio di legalità e sicurezza in territori troppo spesso percepiti come terra di nessuno.













