Scommesse nel tennis: valgono il 53% dei ricavi ATP

238
Sport tennis
Sport tennis

Il fenomeno degli spettatori che disturbano i tennisti, arrivando in alcuni casi a minacciarli, è diventato un problema concreto nel circuito professionistico. La questione ha tenuto banco durante gli ultimi Internazionali d’Italia, dove Lorenzo Musetti ha espresso la sua preoccupazione per un problema diffuso a livello globale.

L’atleta ha sottolineato come sia evidente la presenza di persone sugli spalti che, avendo scommesso, cercano di influenzare l’esito degli incontri. Musetti ha chiesto all’ATP di adottare misure di sicurezza più efficaci per controllare il pubblico, poiché i giocatori in campo hanno poche armi per difendersi.

Il problema, infatti, va oltre la semplice maleducazione durante le partite. Sono aumentate le denunce da parte di atleti che hanno ricevuto minacce di morte. Un caso recente ha coinvolto l’italiana Lucrezia Stefanini, che è stata bersagliata di messaggi intimidatori su WhatsApp da un numero privato, a testimonianza della gravità della situazione.

Il tennis si posiziona come il terzo sport al mondo per volume di scommesse, dopo calcio e basket. A trainare il settore è soprattutto il live betting, ovvero le puntate effettuate in tempo reale durante lo svolgimento dei match, con quote che cambiano continuamente. Questo segmento è diventato un pilastro economico fondamentale per l’organizzazione del tour maschile.

L’analisi dei dati finanziari dell’ATP chiarisce la centralità economica delle scommesse. Il business dei tornei è gestito in parte dagli organizzatori locali (biglietteria, sponsorizzazioni locali) e in parte dall’ATP, che controlla i diritti tv, le sponsorizzazioni centralizzate e, soprattutto, i dati e il live streaming destinati al betting.

Consultando l’ultimo bilancio disponibile, relativo al 2024, il fatturato complessivo di 363 milioni di dollari risulta così composto: 194 milioni provengono da dati e streaming per il betting, 68 milioni dalle sponsorizzazioni, 63 milioni dalle fee dei tornei e solo 34 milioni dai diritti televisivi. Emerge con chiarezza che il comparto scommesse rappresenta il 53% del totale dei ricavi.

Questo dato è ancora più significativo se si osserva la sua evoluzione. Mentre i ricavi dai media tradizionali si sono stabilizzati, quelli legati al betting, gestiti da Tennis Data Innovations (joint venture tra ATP e Atp Media), sono cresciuti del 506% in cinque anni, passando dai 32 milioni del 2019 ai 194 milioni del 2024. Questa impennata è stata favorita anche dalla nuova partnership con Sportradar, che distribuisce globalmente i diritti per le scommesse.

Questo trend dimostra quanto il sistema del tennis professionistico sia ormai dipendente dal settore del betting, un legame economico che rende complessa la gestione del crescente problema dei disturbatori e delle minacce ai giocatori.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome