La Lega Serie A ha deciso di correre ai ripari per evitare il ripetersi dei problemi legati ai derby di fine stagione. Dopo le criticità emerse con le stracittadine di Roma e Torino, il presidente Ezio Simonelli ha annunciato che verrà introdotta una nuova regola nella compilazione dei calendari futuri.
Intervenuto a una trasmissione radiofonica, Simonelli ha spiegato che si terrà conto di questo aspetto nelle oltre 400 variabili fornite a chi elabora il calendario. “Inseriremo un parametro per evitare i derby a fine stagione”, ha dichiarato il presidente, pur ammettendo che “la perfezione non è di questo mondo”. L’obiettivo è prevenire situazioni che hanno creato disagi, tensioni e problemi di ordine pubblico.
Il derby di Roma aveva causato un confronto istituzionale a causa della sua concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia di tennis. Simonelli ha ricordato come la questione sia stata poi risolta: “Avere il derby in contemporanea con gli Internazionali ha creato qualche problema. Abbiamo fatto un piccolo gesto anticipando alle 12, anche per rasserenare gli animi”.
Ben più gravi sono stati i fatti di Torino, dove scontri tra ultras prima della partita hanno causato il ferimento di un tifoso e un ritardo di oltre un’ora nel fischio d’inizio. L’episodio ha compromesso la contemporaneità delle gare decisive per la qualificazione in Champions League. “Dispiace che un branco di teppisti e delinquenti possa rovinare il campionato”, ha commentato Simonelli, esprimendo solidarietà al tifoso ferito e alle forze dell’ordine.
Il presidente della Lega ha poi usato parole dure contro il potere esercitato da alcune frange del tifo. Ha definito “surreale che una parte minoritaria di tifosi si arroghi il diritto di decidere se una partita si può o non si può giocare”. Simonelli ha criticato quella che ha definito “sudditanza psicologica” di società e giocatori, ribadendo che i tifosi sono quelli di tutto lo stadio e non solo delle curve.
Nonostante l’ombra gettata dagli episodi di Torino, Simonelli ha tracciato un bilancio positivo della stagione, definendola “un campionato combattuto e bello da vedere”. Ha rivolto i suoi complimenti al Como, promosso dalla Serie D alla Champions League in pochi anni grazie a una “grande programmazione”, ma anche alla Roma per il ritorno nella massima competizione europea e al Lecce per la salvezza ottenuta.
Infine, il presidente ha respinto la narrazione di un movimento calcistico in crisi. “Il calcio italiano è ancora apprezzato. Non sono d’accordo con chi dice che sia un disastro, i dati di audience e di pubblico allo stadio raccontano altro”. Riguardo a una possibile riforma del campionato, Simonelli ha frenato sull’ipotesi di una Serie A a 18 squadre, specificando che “un’eventuale modifica del format può passare solo con un accordo a livello federale”.







