Jannik Sinner ha scelto di non partecipare al Masters 1000 di Montreal. La decisione del numero uno del mondo, reduce dal recente trionfo a Wimbledon, è stata comunicata a circa una settimana dall’inizio del torneo canadese, il cui avvio del tabellone principale è stato fissato per il 2 agosto. L’obiettivo è gestire le energie e concentrare la preparazione sull’ultima parte della stagione.
Questa scelta, maturata in accordo con il suo team, risponde a una precisa logica strategica. Il riposo supplementare consentirà a Sinner di recuperare dopo le fatiche londinesi e di presentarsi al meglio per l’assalto allo US Open, suo principale traguardo stagionale. Le condizioni climatiche e la superficie di Cincinnati, torneo successivo in calendario, sono infatti considerate una preparazione più idonea per lo Slam di New York.
La rinuncia al torneo canadese non avrà impatti sulla sua classifica, dato che l’atleta italiano non aveva punti da difendere a Montreal. Al contrario, dovrà proteggere i 650 punti conquistati con la finale raggiunta allo US Open. Questa programmazione mirata dimostra la volontà di Sinner di ottimizzare il calendario per arrivare al massimo della forma negli appuntamenti cruciali.
Il forfait di Sinner non è stato l’unico di rilievo. Anche Novak Djokovic ha annunciato la sua assenza dal torneo di Montreal, una circostanza che ha rimescolato il tabellone delle teste di serie. Di questa situazione ha beneficiato Flavio Cobolli, che è stato promosso a settima testa di serie del seeding. Il vertice del tabellone vedrà come primo favorito Alexander Zverev, seguito dal giocatore di casa Felix Auger-Aliassime.
La presenza italiana nel torneo canadese rimarrà comunque significativa. Oltre a Cobolli, saranno presenti tra le teste di serie anche Lorenzo Musetti come numero 12, Luciano Darderi come numero 13 e Matteo Arnaldi. Quest’ultimo, come numero 32, ha ottenuto un posto nel seeding proprio grazie alle defezioni di Sinner e Djokovic.
Per Sinner, il rientro in campo è previsto per il Masters 1000 di Cincinnati, ultimo grande appuntamento prima dello US Open. La strategia è chiara: sacrificare un torneo importante per massimizzare le possibilità di successo nello Slam americano e nella successiva stagione indoor, dove partirà con i favori del pronostico.




