Un piccolo disco bianco applicato al braccio di Jannik Sinner durante gli allenamenti ha catturato l’attenzione. Si tratta di un sensore per il monitoraggio continuo della glicemia, uno strumento di precisione che il suo team medico ha deciso di adottare per analizzare in dettaglio la gestione delle energie dell’atleta. L’obiettivo è fare piena luce sulle cause del vistoso calo fisico che lo ha colpito durante la semifinale del Roland Garros.
In quel match contro Carlos Alcaraz, Sinner aveva mostrato un tennis di livello assoluto nelle fasi iniziali, per poi subire un crollo improvviso, con crampi e un evidente esaurimento di “carburante” che ne hanno condizionato la prestazione. Per comprendere a fondo le dinamiche fisiologiche dietro a questo episodio, e per prevenirne di futuri, l’atleta si è sottoposto a una serie completa di controlli specialistici. L’adozione del sensore glicemico rappresenta uno dei passaggi chiave di questa approfondita indagine scientifica sul suo corpo.
È fondamentale sottolineare che questa misura è di natura puramente preventiva e non indica la presenza di alcuna patologia. Gli esami medici svolti hanno infatti escluso problematiche croniche come il diabete. L’uso di questi sensori è, al contrario, una pratica sempre più diffusa nello sport di élite, un segno di professionalità volto a ottimizzare ogni singolo aspetto della performance. Il dispositivo misura in tempo reale le variazioni dei livelli di glucosio, fornendo un flusso di dati preziosi su come l’organismo consuma le sue riserve energetiche durante l’attività fisica.
Grazie a queste informazioni, i medici e i nutrizionisti che seguono il numero uno del mondo potranno intervenire in modo chirurgico sulla sua alimentazione e sulla strategia di integrazione. Sarà possibile capire quali alimenti funzionano meglio, quando assumerli e come gestire l’apporto di carboidrati e zuccheri prima, durante e dopo le partite. Lo scopo finale è evitare che il “serbatoio” di Sinner si svuoti inaspettatamente, garantendogli una resistenza costante anche negli incontri più lunghi e dispendiosi.
L’attenzione alla gestione energetica non è una novità nel tennis di vertice. Novak Djokovic, da sempre pioniere nella cura del corpo e noto per la sua rigorosa dieta priva di glutine, ha utilizzato in passato metodi di monitoraggio simili per perfezionare il suo regime alimentare. Un altro esempio è Alexander Zverev: il tennista tedesco, che convive con il diabete di tipo 1 fin da bambino ed è stato recente finalista a Parigi, dimostra come un controllo impeccabile della glicemia sia fondamentale per competere ai massimi livelli.
L’adozione di questa tecnologia da parte del team di Sinner conferma la volontà di non lasciare nulla al caso nella preparazione del numero uno del mondo. Con i dati raccolti, sarà possibile costruire un piano nutrizionale personalizzato ancora più efficace. Nel frattempo, il campione altoatesino ha iniziato la preparazione per la stagione sull’erba e ha programmato il suo arrivo a Londra, dove affinerà il gioco in vista di Wimbledon.









