Slam, Sinner e i big pronti alla protesta silenziosa

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Sport tennis
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La tensione tra i tennisti di vertice e i tornei del Grande Slam è salita. Da oltre un anno, i giocatori dei circuiti ATP e WTA chiedono una revisione della ripartizione dei premi, ritenuta inadeguata rispetto ai crescenti ricavi degli eventi. Hanno inviato una lettera formale ai Major per sollecitare un aumento della loro quota, attualmente fissata al 15% degli incassi totali.

La richiesta non si limita all’aspetto economico, ma include maggiori tutele come un sistema pensionistico. Durante gli Internazionali d’Italia, atleti come Novak Djokovic e Aryna Sabalenka avevano ipotizzato un boicottaggio per dare un segnale forte agli organizzatori.

Tuttavia, al Roland Garros non si arriverà a un boicottaggio. I giocatori hanno messo a punto una protesta strategica per evitare sanzioni, secondo quanto riportato da ‘The Guardian’. La prima azione è stata pianificata durante i media day che precedono il torneo.

Molti atleti limiteranno la loro disponibilità con la stampa a 15 minuti, un gesto simbolico per rappresentare il 15% di ricavi che percepiscono. Inoltre, diversi tennisti hanno deciso di non concedere interviste aggiuntive ai broadcaster detentori dei diritti. Questa strategia rientra nei loro obblighi contrattuali e non comporta alcuna multa.

L’obiettivo dei giocatori è raggiungere una quota del 22% sui ricavi degli Slam, allineandosi a quanto avviene nei tornei combined. La situazione si è riaccesa a Parigi, dove il montepremi del Roland Garros ha raggiunto 61,7 milioni di euro, con un incremento del 9,4% rispetto all’edizione precedente.

A scatenare la reazione è stato il divario tra questo aumento e quello degli incassi del torneo, stimati in crescita del 14%. La discrepanza ha rafforzato la determinazione dei tennisti a ottenere condizioni più eque, specialmente a sostegno dei giocatori con classifica più bassa.

Le prossime settimane saranno decisive. Sono previsti incontri tra i rappresentanti dei giocatori e i vertici del tennis francese, tra cui il presidente Gilles Moretton e la direttrice Amélie Mauresmo.

Successivamente, il dialogo si estenderà alle governance di Wimbledon e degli US Open. Dopo mesi di lettere e discussioni, la protesta al Roland Garros segna il primo passo concreto di una strategia coordinata per una redistribuzione più equa delle risorse economiche.

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