Sondaggi, Lega in crescita mentre il Pd cala anche grazie alle paranoie grilline

L'alleanza tra Pd e M5S viene percepita come instabile e inaffidabile da molti cittadini

Di Maio, Salvini e Zingaretti

Il voto umbro ha fortificato il centrodestra, lo dimostrano i sondaggi che vedono la Lega al 32,8% con una crescita di 1,2 punti percentuali, Fratelli d’Italia all’8,9% con un aumento dell’1,1% e Forza Italia, al 6,8%. Cattive notizie per le forze di governo con il Pd che si attesta al 18,9% perdendo lo 0,7% e il Movimento 5 Stelle che scende al 18%.

Instabilità

L’alleanza tra Pd e M5S viene percepita come instabile e inaffidabile da molti cittadini. L’atteggiamento bipolare dei pentastellati non aiuta. Non avere le idee chiare rispetto al futuro di tale alleanza in vista delle prossime elezioni Regionali è sintomo di immaturità politica. Ma il leader del Movimento Luigi Di Maio sembra non capirlo.


A corto di argomenti


Il capo politico grillino è in evidente difficoltà, pur di non chiarire la posizione del Movimento preferisce non sbilanciarsi rispetto alle elezioni in Emilia Romagna. Con o senza il Pd? Di Maio non sa dirlo. “E’ un dibattito che sta anche stancando gli italiani – la risposta goffa – si parla di coalizioni, di accordi, io credo che dobbiamo concentrarci sugli obiettivi. Se dobbiamo parlare di qualcosa a gennaio 2020, parliamo dell’acqua pubblica”.


La stretta dem

Nicola Zingaretti, segretario nazionale Pd, avverte il M5S: “Di fronte alla nascita di una destra forte e coesa attorno a Salvini, penso sia importante costruire una contendibilità. E questo può venire solo attorno a quello che si sta dimostrando il perno della possibile alleanza anti-salviniania, ossia il Pd. Se qualcuno si sottrae dovrà prendersene la responsabilità e spiegarne i motivi”. Considerato che in Emilia Romagna, alle elezioni Regionali c’è un maggioritario a turno unico, ciò significa niente ballottaggi e alleanze postume. I 5 Stelle devono decidere a stretto giro.

Paranoie grilline

Il paradosso che da tempo caratterizza il M5S è che più i pentastellati perdono più fingono di essere ‘appetibili’. Lo dimostrano le parole del viceministro Sviluppo economico Stefano Buffagni. “Aiutateci – ha detto – a rimanere con i piedi per terra a far sì che il nostro piede resti nel mondo reale, a ricordarci da dove arriva il M5S”. Ma il Movimento le proprie origini le ha rimosse da tempo. “Non lasciamoci intimorire dai sondaggi – ha aggiunto – certo l’Umbria non è andata bene ma sui territori non siamo mai andati bene. Dobbiamo cambiare tante cose. Dobbiamo avere la forza di dire a qualcuno, come diceva Beppe di andare a quel Paese, a chi sta usando il M5S come un tram, un taxi. Bene lo usino, bene, ma ora lasciateci lavorare in pace”.

L’idea che qualcuno possa usare come taxi un partito che ha dimezzato i propri consensi e perde ogni competizione elettorale sembra poco reale, assomiglia più ad una ‘paranoia’.

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