Stanato broker della droga, era in affari con i Di Lauro LA FOTO

NAPOLI – E’ stato catturato il primo latitante dell’anno. A stanarlo sono stati i carabinieri. A finire in manette è stato Faslii Qibini, broker del narcotraffico internazionale, che muoveva droga tra Est Europa e Italia meridionale. Il 64enne tradito dalle sigarette e dall’aumento della “spesa” familiare durante le festività natalizie. Si tratta di un altro latitante stanato dai militari dell’Arma, che appena qualche giorno fa ha chiuso il bilancio annuale con 17 catturandi in arresto nel 2023. La cattura di Faslii Qibini è arrivata grazie a un impegno costante assicurato dai carabinieri su più fronti.

Sulla testa del 64enne di origini albanesi pendeva una condanna definitiva di oltre 22 anni di reclusione per traffico internazionale di droga. L’uomo è considerato un broker del narcotraffico trans-frontaliero. Secondo gli investigatori avrebbe gestito e mediato il traffico di eroina tra il suo paese d’origine, la Grecia, la Turchia e l’Italia meridionale dove faceva affari con il clan Di Lauro e poi con i “Nardielli”, gruppo criminale del versante di Torre Annunziata. La lunga latitanza venne dichiarata nel lontano aprile del 2011 quando, ristretto ai domiciliari, evase facendo perdere le proprie tracce. Prima di ieri mai un passo falso. Si è tenuto lontano dai riflettori, ma non dalla memoria dei militari del nucleo investigativo di Napoli. Lo hanno cercato per oltre 12 anni, fino a venerdì pomeriggio, quando Qibini passeggiava in corso Secondigliano, ignaro di essere circondato. Non una casualità a costargli le manette ma uno scrupoloso monitoraggio delle abitudini della sua famiglia.

Verosimilmente lontano dall’Italia, il 64enne non ha rinunciato alle feste di Natale per riabbracciare moglie e figlio. Ha badato ad evitare la strada, di farsi vedere in giro, ma l’evidente incremento dei volumi della “spesa” familiare ha acceso una lampadina nella mente dei militari dell’Arma. Durante le festività moglie e figlio non rinunciavano ad una sosta in tabaccheria per acquistare sigarette. Peccato che, da quanto risultava ai carabinieri, non fossero fumatori. Le “bionde”- hanno immaginato i carabinieri – erano per qualcun altro. Così i militari hanno intensificato le osservazioni e presidiato il quartiere con sempre maggiore attenzione. L’intuizione si è rivelata giusta, perché è stata proprio la voglia di nicotina a costringere Qibini a commettere il passo falso che gli investigatori aspettavano da 12 anni. Infatti il broker ha deciso di acquistare le sigarette in autonomia al corso Secondigliano. Non ha fatto in tempo ad accenderne una nei pressi del tabaccaio, che i carabinieri lo hanno accerchiato e arrestato. E’ stato portato nel penitenziario di Secondigliano. Catturato un elemento di spicco della criminalità organizzata, difeso dall’avvocato Rosario Arienzo, pare che Qibini abbia ospitato Paolo Di Lauro in Albania durante la latitanza. Quando veniva a Napoli si spostava da Secondigliano a Barra. Ora, però, è in carcere.

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